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Il tetto della casa cede Borgata a rischio e ostaggio dei rifiuti

di Miriam Figliuolo
Il tetto della casa cede Borgata a rischio e ostaggio dei rifiuti

Quattro Castella, il degrado resiste nonostante le ordinanze e la maxi-bonifica di quattro anni fa. L’impotenza dei vicini

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QUATTRO CASTELLA. Continua, nonostante una maxi-operazione di sgombero e bonifica avvenuta quattro anni fa, la situazione di degrado in una borgata di via Lenin, dovuta a un’abitazione fatiscente, diventata negli anni una vera e propria discarica a cielo aperto, infestata di ratti e maleodorante. La casa è stata dichiarata inagibile da tempo, eppure qualcuno ancora la abita. Una delle due proprietarie, infatti, continua a utilizzarla come ricovero, trovando riparo la notte in una delle automobili abbandonate nel cortile. Qui infatti hanno di nuovo preso posto rottami e rifiuti di ogni sorta, accanto a erbacce e piante cresciute senza che nessuno ne gestisse la proliferazione.

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Una situazione di degrado ben nota, fanno sapere dal Comune, ma contro la quale, evidentemente, non si riesce a fare più di tanto. A pagarne le conseguenze sono i residenti della zona, in particolare di chi vive a parete con l’edificio pericolante. Residenti già protagonisti di scene da incubo, con ratti che invadevano il sottotetto e vermi che cadevano a grappoli dal soffitto, a causa delle carcasse putrescenti dei grossi topi.

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Ne era derivata una denuncia che poi aveva portato alla maxi- operazione di bonifica risalente al marzo 2014. Una sanificazione durata molto poco. Solo poche settimane fa il Comune aveva diramato l’ennesima ordinanza riguardante la casa in questione, che, oltre a confermarne l’inagibilità, imponeva lo sgombero immediato, l’obbligo di adottare le misure necessarie alla tenuta statica, inclusa la rimozione delle parti pericolanti e l’istituzione in via temporanea di un divieto di transito nelle aree cortilive dei civici che hanno accesso dalla stessa area. Il tutto da eseguirsi in 72 ore. Salvo poi la richiesta, da parte del tecnico nominato dalla proprietà, l’ingegnere Gianni Elefanti, di prorogare il termine, in particolare per l’intervento di rimozione delle parti pericolanti. Una richiesta accolta con la concessione, prevista da un’altra ordinanza, di ulteriori 10 giorni per eseguire quanto richiesto. La proroga scadeva il 29 maggio, ma ad oggi nessun operaio è ancora comparso a eseguire i lavori. Anzi, pochi giorni fa una parte del tetto della casa è crollato. Di conseguenza l’edificio è stato transennato, con la chiusura della stradina ghiaiata che porta ad alcune abitazioni. Per uscire di casa con i loro automezzi, ora i vicini devono passare attraverso proprietà altrui.

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