Gazzetta di Reggio

Reggio

Coppia fa spesa gratis per 5 anni e vince la causa contro la banca

di Roberto Fontanili
Coppia fa spesa gratis per 5 anni e vince la causa contro la banca

Castelnovo Sotto: pagavano con il bancomat e l’istituto di credito saldava con i soldi di un altro conto In tribunale finisce la Bpm, che vuole la restituzione in un colpo solo di 50mila euro ma perde il ricorso

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELNOVO SOTTO. È costata quasi 50mila euro alla Bpm (Banca Popolare di Milano) la mancata disponibilità a trovare un accordo con due propri clienti che così, grazie alla sentenza emessa il 16 aprile dal Tribunale di Reggio, hanno fatto la spesa gratis per quasi 5 anni.

Un risultato ottenuto proprio grazie alla irremovibilità dell’Istituto di credito che chiedeva la restituzione di tutto e subito del credito vantato, senza cercare di trovare una conciliazione, come la rateizzazione del rimborso che la coppia era disponibile a restituire.

Il ricorso presentato, e vinto, da una coppia di operai cinquantenni di Castelnovo Sotto, assistita dall’associazione presieduta da Secondo Malaguti, Confconsumatori, ha portato allo scoperto il fenomeno dell’errato addebito di spese su un conto corrente, che è più diffuso di quanto possa sembrare.

Il giudice, infatti, nell’emettere la sentenza si è rifatto a una giurisprudenza ormai consolidata in materia, respingendo il ricorso della banca e limitandosi a disporre che le spese legali fossero pagate da entrambi i ricorrenti.

Complicato? Solo all’apparenza. Quanto accaduto è molto semplice e più frequente di quanto si pensi, con un cittadino che per una volta è riuscito ad averla vinta contro le banche.

L’episodio è avvenuto a Castelnovo Sotto con un’ignara coppia che per anni ha effettuato la spesa al Conad pagando con il proprio bancomat. Dopo quasi cinque anni la Bpm si è accorta però che il pagamento della spesa anziché essere addebitato sul conto della coppia, a causa di un proprio errore, veniva addebitato sul conto di un’altra persona, anch’essa residente a Castelnovo Sotto e cliente della stessa banca. Una volta individuato l’errore, la banca ha provveduto a restituire l’importo all’incolpevole cliente, che si era trovato a pagare la spesa di altri, e ha chiesto immediatamente alla coppia che effettivamente aveva fatto la spesa gratis, di restituire tutto il debito. Che nel frattempo era arrivato, probabilmente con gli interessi compresi, a quasi 50mila euro.

La coppia ha accettato di restituire quando speso negli anni, chiedendo però di poterlo fare in maniera rateizzata. Di fronte al diniego della banca si è rivolta all’associazione a tutela dei consumatori presieduta da Secondo Malaguti che a sua volta si è affidata agli avvocati reggiani Massimo Viappiani e Sergio Di Chiara che hanno patrocinato la causa.

Una causa che si è chiusa con il giudice Simona Boiardi che ha dichiarato l’improcedibilità del ricorso presentato dalla Bpm “per omesso rituale espletamento della procedura di mediazione” come previsto del decreto legge 28/2010.

In sostanza gli istituto bancari hanno l’obbligo di cercare un accordo o una conciliazione, senza avocarsi il diritto di fissare modi e tempi della restituzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google