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Nuovo governo, l’intervista al neo deputato leghista Gianluca Vinci: «Le ruspe? In arrivo anche a Reggio Emilia»

di Evaristo Sparvieri
Nuovo governo, l’intervista al neo deputato leghista Gianluca Vinci: «Le ruspe? In arrivo anche a Reggio Emilia»

Gianluca Vinci, deputato, capogruppo e segretario del Carroccio: «No alleanze col M5s alle comunali. Ci voteranno al ballottaggio»

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REGGIO EMILIA. «Le ruspe? Stanno arrivando». E ancora: «Alleanza a Reggio con il M5s? Non c’è bisogno. Voteranno Lega al ballottaggio contro il Pd». E infine: «Io candidato sindaco? No. Abbiamo già un candidato e sarà una sorpresa. Anzi, la Lega ha già il prossimo sindaco di Reggio».

È carico come una molla il neo-deputato, capogruppo in sala Tricolore e segretario emiliano del Carroccio, Gianluca Vinci, che dopo la nascita del governo Lega-M5s continua a battere il territorio, impegnato anche ieri nella raccolta firme per trasformare l’Italia in una Repubblica presidenziale.

Vinci, è nato il Governo. In giro non si vedono ancora ruspe, ma si vedono ancora extracomunitari. Avete già cambiato narrazione politica o vi siete solo accorti di aver proposto obiettivi irrealizzabili?

«Da quando il Governo ha giurato, non siamo ancora riusciti a fare nulla. Di solito servono anni. Ma il nostro obiettivo è, una volta ottenuta martedì la fiducia, portare a casa i primi risultati da qui a dicembre: obiettivi chiari, ma ragionevoli. Nelle prossime settimane ci mettiamo in moto con i primi provvedimenti importanti, come il blocco degli sbarchi e la sicurezza, compatibilmente con i tempi tecnici minimi richiesti dall’insediamento del ministro. C’è una macchina ministeriale che va modificata. Altro sarà realizzato nei prossimi sei mesi. Non bisogna dimenticare che il programma dura 5 anni».

Quindi anche a Reggio arriveranno le ruspe?

«Le ruspe sono nel programma approvato da Lega e M5s, dove c’è scritto che non saranno consentiti la realizzazione e il mantenimento dei campi rom. È un punto che la Lega ha voluto a tutti i costi. Non c’è stato alcun problema dal M5s: sono da sempre a favore della legalità. Sono stati subito d’accordo sul fatto che i campi rom abusivi vanno smantellati e gli irregolari espulsi. Nessuna sanatoria e nessun buonismo come ha fatto il Pd in questi anni».

Non è che questa strana alleanza vi sta già snaturando...

«Assolutamente no. Il programma è stato un punto di incontro votato dai nostri rispettivi elettorati, in entrambi i casi con adesioni superiori al 90%».

Quindi alleanza anche per le amministrative? La capogruppo M5s Guatteri non è di questa idea. E in Sala Tricolore non è che ci sia questo gran feeling fra Lega e M5s...

«Qui a Reggio, rispetto ad altre parti d’Italia, l’elettorato M5s proviene da sinistra. E il M5s di Reggio ci tiene più qui che altrove a mostrare le differenze con la Lega, per differenziarsi davanti al suo elettorato. A livello nazionale le cose sono diverse. Ci sta che la Guatteri motivi il suo elettorato marcando la distanza. L’obiettivo del M5s a Reggio da sempre è stato quello di attaccare la Lega. Noi comunque non abbiamo proposto alleanze con il M5s a livello locale. Il nostro obiettivo è il ballottaggio contro il Pd e siamo sicuri sia raggiungibile. Siamo molto più radicati sul territorio. C’è meno voto di opinione rispetto all’elettorato del M5s. Vinceremo il Comune, senza il M5s. Non ci sarà bisogno di alleanze, voteranno Lega al ballottaggio».

Ne è sicuro?

«Sarebbe grave se la Guatteri avesse detto di non votare Lega in un ballottaggio contro il Pd. Non lo ha fatto. La loro aspirazione a vincere Reggio è legittima. La nostra è realistica».

Parla da candidato sindaco?

«Non sarò io. Ci sarà una sorpresa. C’è una squadra forte e un candidato pronto, ma non dico chi è, dico solo che è un uomo».

Difficile immaginare un nome. Anche perché, rispetto ai militanti storici dell’allora Lega Nord, c’è chi sostiene che lei si sia creato un vuoto attorno...

«È chiaro che la sua è una provocazione. In realtà la Lega non è mai stata forte come ora. In città siamo passati da 10 a 30 militanti. Prima avevamo solo una persona che faceva attività, adesso ne abbiamo una ventina che fanno banchetti e gazebo. È la prima volta che la Lega è così forte a Reggio. Più forte anche del 2009, quando aveva percentuali alte, ma non c’era squadra. Adesso c’è una squadra competitiva. Vinceremo il Comune».

Ultimamente in consiglio si è visto poco. È segretario, capogruppo e deputato. Troppe poltrone insieme?

«Se il consiglio fosse convocato con regolarità, mi avrebbero visto molto di più. In realtà è stato svuotato delle sue funzioni. È un’altra stortura del Pd. Ci sono stati giorni in cui potevo partecipare, ma non è stato convocato. Non è vero, come dice il capogruppo Pd, Andrea Capelli, che sono scomparso. Quando sono andato mi hanno fatto anche i complimenti per l’elezione. Forse è il Pd a temere un consigliere che è anche deputato. Anche nel sindaco Vecchi ho avvertito tensione: lo avevo appena denunciato per il caso di viaCassoliuno. Chi dice di non vedermi non sa che continuo a fare attività sul territorio. E i risultati si vedono. In consiglio c’è solo un Pd che fa stupide ostruzioni».

Ma in queste settimane cosa ha fatto? I lavori in Parlamento erano fermi.

«Sono stati giorni molto frenetici, mancando una calendarizzazione dei lavori parlamentari. Siamo stati sempre impegnati in riunioni convocate con poco preavviso, non sapendo se partire con la campagna elettorale o con il nuovo governo, davanti a scenari che cambiavano sempre. Non è vero che i parlamentari non hanno fatto nulla in questo periodo. Lo abbiamo vissuto tutti malissimo».

Ma a Roma va in trattore come in campagna elettorale nel 2014, sdoganando quello che poi sarebbe stato un tormentone anche salviniano? E soprattutto: ci sono più buche nella Roma M5s o nella Reggio Pd?

«Mettiamola così: Roma è una metropoli, ma Reggio è una città di provincia e riesce ad avere buche agli stessi livelli di una metropoli. Lì ci sono sampietrini, strade fatte male e più difficoltà. Qui c’è solo del vile asfalto, quindi c’è un’incapacità manifesta. Basti pensare alla rotonda del tribunale. C’è un’incapacità al quadrato».
 

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