Venne gettata a Reggio Emilia l’esca per catturare Igor il russo
L’ex compagno di cella del killer era stato fermato dai carabinieri mentre andava in Spagna: «Non sono un suo complice»
REGGIO EMILIA. «Mi hanno lasciato andar via: quel giorno che sono partito, a giugno, sono stato fermato a Reggio e i carabinieri mi hanno solo denunciato a piede libero per la violazione della misura cautelare perché non potevo uscire dal comune di Lugo».
Chi parla è Luigi Scrima, ex compagno di cella di Igor Vaclavic/Norbert Feher, usato come “esca” per catturare il killer che per mesi ha seminato panico in tutta Italia. Soprattutto in Emilia, tra Bologna e Ferrara, ricercato per settimane dopo aver ucciso Valerio Verri, Davide Fabbri e aver “graziato” Marco Ravaglia, che si finse morto davanti a lui. Parole che Scrima rilascia in un’intervista alla Nuova Ferrara.
Igor il Russo è stato arrestato in Spagna a dicembre, durante una sparatoria. E, terminata la sua fuga, adesso è caccia ai complici. Luigi Scrima, 40 anni, di Lugo, è una vecchia conoscenza delle cronache ferraresi: body guard, arrotondava facendo rapine tra Lugo e Ferrara.
Venne arrestato nel 2011, compagno di cella di Igor dal 2011 al 2015: «Vivevo con lui 22 ore al giorno, era un bambinone». Quando il killer era in fuga, Scrima gli mandò un messaggio: «Lo cercai, su Messenger e gli dissi “Igor, ma che c... stai combinando”. È stata l’ultima volta che l'ho contattato, non ha risposto».
Scrima ora vive vicino a Valencia e rifiuta di essere considerato complice: «Tutti continuano ad associarmi a Igor, ma lui ha ammazzato 5 padri di famiglia, io non ci sto, non sono mai stato suo complice, lo sanno quelli che indagano, nonostante io abbia dato loro il mio aiuto: anche i servizi segreti me l’hanno chiesto e credevo fossero cose solo da film. Mi hanno proposto che se li aiutavo a prenderlo vivo mi avrebbero pagato, gli ho detto che non sapevo niente di lui, e fin dalla prima volta che i carabinieri del Ros fecero il blitz a casa mia (dopo l’omicidio Verri, ndr) gli dissi di cercare a Valencia, Igor diceva che Valencia era casa sua».
Durante i suoi spostamenti, Scrima passò a Reggio. E qui venne denunciato e lasciato libero: «Sono andato via nel giugno dell’anno scorso, non ce la facevamo più in famiglia, li avevamo tutti addosso, gli inquirenti che cercavano Igor e lo cercavano tramite me. Per gli inquirenti io ero il colpevole, conoscevo Igor e pertanto l’avevo aiutato.
Così, abbiamo messo tutto insieme e siamo partiti. No, non sono scappato, mi hanno lasciato andare». Scrima era in affidamento ai servizi sociali, misura da scontare ancora per 5 mesi, e aveva un’altra pena residua di 1 anno. Ma riuscì anche a superare la frontiera: «Mi hanno lasciato andar via.
Quando è successo e hanno poi arrestato Igor mi sono venuti i brividi, perché anche io ero qui, poco lontano da dove aveva ucciso: ho pensato alle spiegazioni da dare che io non c'entravo niente con la sua presenza qui a Valencia e dintorni. Poi quando ho letto che gli avevano sequestrato telefoni, computer mi sono tranquillizzato: da quel messaggio non ho più avuto contatti. L'arresto è stata quasi una liberazione».
Scrima è citato negli ultimi atti delle inchieste: «Quegli atti non dicono nulla, se c'entravo qualcosa mi avevano già arrestato. Sono venuto qui in Spagna per rifarmi una vita. Ed è una fottuta coincidenza qui la mia presenza con quella di Igor».
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