Gazzetta di Reggio

Reggio

Alla festa soltanto il Pd Assenti la Lega e il M5s

di Leonardo Grilli
Alla festa soltanto il Pd Assenti la Lega e il M5s

Davanti al monumento ai Caduti solo forze dell’ordine e Partito Democratico Non pervenuti leghisti e grillini, fra i neo parlamentari presenti Iori e Incerti

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REGGIO EMILIA. Sarà stato il caldo già estivo, lo scarso coinvolgimento dei cittadini o la tensione per l’appena formato governo pentaleghista. Ma ieri mattina, alla festa della Repubblica celebrata a Reggio Emilia, i presenti erano davvero in pochi. Fatta eccezione per le associazioni di polizia e carabinieri, l’Anpi, la banda e la Digos in borghese, la folla di normali cittadini era ridotta a poco più di una quarantina di reggiani. Qualcuno per spirito patriottico, per interesse o per curiosità, altri in attesa di potersi nuovamente sedere sotto al monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale, per continuare a prendere il sole.

Ma a notarsi è stata soprattutto l’assenza di alcuni schieramenti politici. Per la verità tutti, a eccezione del Partito Democratico. In primo luogo, parlando di patriottismo, onore alla Bandiera e spirito di identità, il centrodestra, che in campagna elettorale aveva utilizzato sui social, in modo martellante, proprio l’hashtag #patrioti: nessun esponente, né dei consiglieri comunali né dei neo eletti in Parlamento, si è presentato ieri mattina in piazza della Vittoria. Mancava ad esempio il leghista Gianluca Vinci, che tuttavia su Facebook pare sempre molto attento alle questioni reggiane, soprattutto quando c’è da scrivere «sindaco dimettiti». Era a Modena, secondo quanto ha spiegato lui stesso, a partecipare a un gazebo di “rappresaglia” contro il capo dello Stato, Sergio Mattarella: la raccolta firme per l’elezione diretta del presidente della Repubblica. Assente, sempre in quota centrodestra ma in quella parte esclusa dal governo, anche la forzista Benedetta Fiorini. Alla festa, tuttavia, non si è visto nemmeno il giallo, il colore del secondo partito di questo esecutivo appena nato: il Movimento 5 stelle.

Prevedibile, a dire il vero, l’assenza dell’esponente reggiana di maggior rilievo fra i pentastellati, Maria Edera Spadoni. La deputata infatti, in qualità di vicepresidente della Camera, aveva già annunciato che sarebbe stata impegnata nelle celebrazioni a Roma. Se la sua assenza non ha stupito quindi, a meravigliare è stato piuttosto il vuoto lasciato dai consiglieri comunali grillini e dagli altri due parlamentari di Reggio Emilia eletti il 4 marzo: Davide Zanichelli, che a Reggio ha preferito partecipare alla manifestazione M5s a Roma, e la senatrice, Maria Luisa Mantovani. A dare una lezione di attaccamento al territorio ai colleghi freschi di nomina, invece, la senatrice Vanna Iori e la deputata Antonella Incerti, entrambe riconfermate in Parlamento in quota Pd. Loro, in linea con quanto dimostrato durante tutto lo scorso mandato, hanno invece voluto presenziare alla cerimonia in piazza e alla successiva consegna delle onorificenze al merito in Prefettura.

Ad aprire la festa del 2 giugno non è stato però un politico. L’onore è toccato a uno studente reggiano, Luca Capotorto, che proprio ieri ha festeggiato i suoi 18 anni. È stato lui a portate il Tricolore, poi issato durante l’alzabandiera. Quindi dal microfono installato in piazza della Vittoria ha parlato il prefetto di Reggio Emilia, Maria Grazia Forte, che ha letto il messaggio del presidente della Repubblica. Parole di sostegno ed elogio, quelle del Capo dello Stato, alle forze dell’ordine e alle istituzioni locali impegnate quotidianamente a tutela della sicurezza dei cittadini.

A prendere la parola è poi stato il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi. Che, al contrario del consigliere/parlamentare Vinci – più parlamentare che consigliere, viste le sue recenti assenze in Sala Tricolore – ha espresso il suo sostegno a Mattarella «per l’equilibrio e l’imparzialità con cui ha interpretato il suo ruolo di garante delle istituzioni repubblicane, portando a compimento il lungo percorso di formazione del nuovo governo».

Governo al quale Vecchi, nonostante le differenze politiche, ha comunque voluto augurare «buon lavoro». A chiudere la celebrazione in piazza il presidente della Provincia, Giammaria Manghi: «Senza il riconoscimento delle istituzioni non può esservi alcuna comunità democratica veramente tale, è un elemento sostanziale e culturale attorno al quale le comunità si organizzano, a partire dal vertice rappresentato dal Capo dello Stato».

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