Il lago dei Pini riscoperto col progetto-ambiente a scuola
CASINA. Un clima davvero di festa, e quasi di riscoperta di un luogo tra i più belli del territorio casinese, si respirava al Lago dei Pini, un bellissimo specchio d’acqua a due passi dal centro,...
CASINA. Un clima davvero di festa, e quasi di riscoperta di un luogo tra i più belli del territorio casinese, si respirava al Lago dei Pini, un bellissimo specchio d’acqua a due passi dal centro, dove con una “gara” di pesca, e un rinfresco finale a base di gnocco fritto si è concluso un percorso scolastico davvero originale e bello.
Un progetto dedicato alla conoscenza, comprensione e valorizzazione delle acque, dei torrenti e dei laghi della montagna, e dei pesci che le abitano. E l’iniziativa conclusiva ha dato anche un segnale di forte vitalità, in netto contrasto con quanto avvenuto pochi giorni fa sul Tassobbio risultato inquinato con ogni probabilità da liquami animali, e poi poco dopo lo sversamento accertato nel torrente Lonza.
Il progetto era stato condotto nelle classi seconde medie nell’anno scolastico ormai a conclusione, dall’associazione casinese Botel del Tassobbio, in particolare nella persona di Andrea Bertani, insieme alla Fipsas di Reggio e ai carabinieri forestali.
Ognuna delle due classi ha condotto alcune ore di lezioni frontali in aula, e anche una uscita al Lago dei Pini, tempio per i pescatori del territorio e sede dei Botel.
E quindi l’atto finale, davvero in un bellissimo clima di amicizia e divertimento. Alla giornata hanno preso parte anche il sindaco di Casina, Stefano Costi, e l’assessore Tommaso Manfreda, ed è intervenuta anche la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Giogio Gregori”, Giuseppina Gentili.
«È davvero bello vedere tanti ragazzi attorno al lago, a divertirsi nella natura _ ha detto Costi _. Questo è stato un progetto davvero di grande valore». Anche la Gentili ha espresso grande apprezzamento per l’iniziativa e ringraziato gli organizzatori: «Questo progetto sulla pesca propone dei valori che oggi per i ragazzi possono essere una scoperta: il silenzio, la pazienza, l’immersione nell’ambiente, dimensioni a cui quotidianamente sono di solito molto lontani». (l.t.)
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