Lavoro nero, multe e sigilli in otto ditte
I carabinieri passano al setaccio le aziende tessili: trovati 19 lavoratori irregolari tra cui 9 clandestini
REGGIO EMILIA. Ammende per oltre 700mila euro, sanzioni amministrative per 88mila euro e il sequestro preventivo di un’azienda tessile per gravi violazioni sulla sicurezza.
Questi i principali risultati di una serrata attività di controlli compiuti a Reggio Emilia e provincia dai carabinieri del nucleo operativo del gruppo tutela lavoro di Venezia assieme ai colleghi del Nucleo ispettorato del lavoro di Reggio Emilia e il supporto dei carabinieri del comando provinciale reggiano. Nessuna delle 8 aziende ispezionate dai carabinieri è risultata in regola e tutte avevano dipendenti in nero. In un caso addirittura erano presenti 8 dipendenti in nero, tutti clandestini. Circostanza questa che ha portato alla denuncia del titolare, un cittadino cinese 42enne residente in provincia di Firenze, per il reato di occupazione di manodopera clandestina.
Complessivamente sono stati scoperti 19 lavoratori in nero, tra cui 9 clandestini, sorpresi nelle aziende ispezionate, tutte ditte tessili gestita da cittadini cinesi. Un’azienda inoltre, con 36 postazioni lavoro, è stata sottoposta a sequestro preventivo per le gravi violazioni sulla sicurezza, come le attrezzature non conformi o l’impianto elettrico non a norma.
A sei ditte su otto è stata poi sospesa l’attività per l’impiego in nero della forza lavoro che, in un caso, ha raggiunto il 100% dei dipendenti. La ripresa delle attività dipenderà dagli stessi imprenditori, che oltre a dover regolarizzare le varie posizioni dovranno pagare le multe loro contestate.
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