Gazzetta di Reggio

Reggio

«Salviamo il Chaplin violinista»

di Paolo Ruini

Scandiano, colletta per il restauro. Romani: «Cortometraggio trovato negli Usa»

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SCANDIANO. Salviamo il “Violinista Charlie”. Potrebbe essere questo lo slogan” per l’iniziativa della fattoria “Cielo e Terra” di Rondinara di Scandiano. Oggi è l’ultima giornata dell’iniziativa “Fattorie aperte”, e nella fattoria scandianese vi sarà un’esposizione fotografica che riporterà i visitatori nella magica atmosfera del cinema muto.

La mostra è composta da circa 100 fotografie, ognuna delle quali ritrae un artista, con autografo e dedica del divo o della diva. Le fotografie sono raccolte in 15 quadri posizionati in un’apposita tensiostruttura visitabile ad offerta libera. La mostra rimarrà aperta per tutte le domeniche di giugno. Il ricavato delle offerte libere sarà destinato al restauro di una pellicola in 9 millimetri dove il protagonista è Charlie Chaplin che suona il violino.

Si tratta di un filmato unico che non è mai stato messo sul commercio e che è stato realizzato con le tecniche del cinema muto con cremagliera al centro. La pellicola fa parte della collezione del cinema di Romano Giuliani e, a suo parere, è il pezzo più importante della sua raccolta, fatta di migliaia di pellicole. Questa però deve essere restaurata per conservare la bellezza.

Di che cosa si tratta? E perché ritiene che questo cortometraggio sia unico?

«Nel cortometraggio – risponde Romano Giuliani – Charlie Chaplin rappresenta un violinista. Nella mia esperienza, e anche nelle ricerche che ho fatto, quel tipo di rappresentazione di circa otto minuti non è mai stata messa nel mondo cinematografico».

Per quale motivo?

«Chi fece il montaggio sbagliò in alcuni momenti i tempi della musica con il movimento di Charlie Chaplin sul violino. Per questo, e per il fatto che non venne raggiunto un accordo economico, la pellicola non venne mai messa in commercio».

I tempi sono proprio così sfasati?

«Sì, in alcuni momenti si vede che i movimenti del violinista non coincidono esattamente con la musica. Però è una pellicola con una rappresentazione stupenda».

Come è riuscita a trovare questa pellicola?

«Nello Prampolini, un mio carissimo amico purtroppo scomparso alcuni anni fa, fece un giro in America una quarantina di anni fa e, come regalo, dentro ad una scatola di metallo mi portò la pellicola. L’aveva trovata in un mercatino specializzato e, conoscendo la mia passione per il cinema, me la portò».

Che cosa intende farne?

«Vorrei consegnarla alla cineteca di Bologna per restaurarla e renderla pubblica».

Nella mostra di Rondinara, oltre a radio d’epoca italiane, saranno esposti anche due proiettori a manovella: uno illuminato con la fiammella del carburo, l’altro illuminato con le prime lampade a corrente alternata. Entrambi funzionavano con la pellicola muta in bianconero 35 millimetri. La mostra resterà allestita e visitabile al pubblico tutte le domeniche di giugno. Per info e prenotazione delle visite è possibile contattare il 329 4498500.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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