Un pallone e 150 bambini contro le discriminazioni
Pienone sugli spalti e sul campo di via Zandonai per l’iniziativa di sport sociale L’organizzatrice Florimo, ex calciatrice di serie A: «Così combattiamo il bullismo»
REGGIO EMILIA. Sport e sociale, facendo integrare i ragazzi di diverse nazionalità e provando a sensibilizzarli su temi come il bullismo. Con questo intento Clara Florimo, ex giocatrice di calcio di serie A e della Nazionale italiana, oggi allenatrice Figc, ha dato il via con la sua associazione “Pace” a un progetto di calcio educativo che si sviluppa all’interno dei parchi della città. E quest’anno l’evento, giunto alla sua quarta edizione, si è svolto nello stadio di via Zandonai, dove ieri si sono ritrovati quasi 150 ragazzi di tutte le età, che si sono sfidati sul campo. Guardando la Florimo che osserva i ragazzi mentre si sfidano con il pallone tra i piedi – e tutti gli altri che riempiono gli spalti della struttura di via Zandonai – le si legge negli occhi la felicità per riuscire ogni anno ad organizzare un evento che richiama sempre tantissimi giovani di diverse nazionalità.
«È una grande soddisfazione – ha sottolineato – perché lavoriamo per insegnare ai ragazzi uno sport educativo. Ci ha aperto le proprie porte anche la scuola Marco Emilio Lepido, Unimore e la parrocchia di Regina Pacis in rappresentanza di tutto il quartiere».
Ogni pomeriggio all’interno del Parco del Gelso si trovano bambini e ragazzi di diverse nazionalità uniti dalla passione per lo sport. E proprio su questo si basa il progetto che la Florimo sta portando avanti da diversi anni: «Il nostro intento è quello di dare un messaggio alla città – prosegue – perché attraverso lo sport si può combattere ogni tipo di discriminazione, di violenza e di bullismo tra i giovani. Il progetto è fondato su un agonismo sano che porta alla fratellanza, all’unione e alla solidarietà». La soddisfazione in questa edizione è stata ancora più grande, perché si è riusciti a coinvolgere un numero di ragazzi maggiore rispetto all’anno scorso. «Non ci aspettavamo nemmeno noi tutta questa affluenza – ha sottolineato l’allenatrice – però devo ammettere che ogni anno il numero di giovani che partecipano aumenta costantemente e questo ci da ancora più coraggio nell’andare avanti con il nostro progetto di sport educativo. Questa grande partecipazione vuol dire che gli stessi ragazzi ritengono queste tematiche sociali molto importanti».
Sul terreno di gioco tutte le squadre, composte da ragazzi di diversa nazionalità, siano essi maschi o femmine, hanno lottato fino al fischio finale dell’arbitro, perché comunque si tratta sempre di sport e nessuno voleva perdere. «Il bello del calcio e dello sport è proprio questo – afferma la Florimo – abbiamo la possibilità di disputare una disciplina splendida e la competizione è normale che ci sia. Quello che è importante è che sia una competizione sana, senza dover ricorrere a trucchetti o altri gesti che nulla hanno a che fare con questo gioco per conquistare la vittoria. Tutti vogliono vincere ed è giusto che sia così, pensando però che lo sport è integrazione e relazione». Tanto che «ci stanno arrivando sempre più richieste dalle scuole e dalle associazioni della città – ha concluso l’ex giocatrice – e in vista del prossimo anno speriamo di continuare a crescere riuscendo a coinvolgere un numero sempre più alto di ragazzi».
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