Famiglie gay, Spadoni sconfessa la Lega
La vice presidente M5s della Camera sulle posizioni espresse dal ministro alla Famiglia: «Abbiamo sensibilità diverse»
REGGIO EMILIA. A poche ore dal giuramento del nuovo governo gialloverde è già polemica. E per leghisti e pentastellati, dopo aver passato oltre 80 giorni a cercare i punti in comune per formare un programma condiviso, è già il momento per di rimarcare le differenze che li dividono.
Il primo pomo della discordia dell’esecutivo Conte è nato dalle interviste rilasciate a diversi quotidiani da Lorenzo Fontana, il ministro alla Famiglia, nelle quali ha indicato le sue priorità: arrivare a più nascite, con incentivi di vario tipo a chi fa figli, e meno aborti, potenziando i consultori e dissuadendo le donne dal fare questa scelta. Ma a far discutere è stata soprattutto una frase: le famiglie arcobaleno «non esistono».
Parole che hanno immediatamente fatto insorgere le associazioni Lgbt e l’opposizione. E che soprattutto hanno provocano la prima fibrillazione nel governo. Tanto che alla fine ne ha preso nettamente le distanze lo stesso vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «Fontana è libero di avere le sue idee» ma «non sono priorità e non sono nel contratto di governo». Parole necessarie, quelle del leader del Carroccio, soprattutto per placare gli animi dei suoi alleati a cinque stelle che non hanno gradito per nulla le uscite di Fontana.
E a dare la cifra del nervosismo interno all’esecutivo è la deputata reggiana del Movimento, e vice presidente della Camera, Maria Edera Spadoni. «Non mi sembra un mistero che su questi temi etici ci sono sensibilità molto diverse fra noi del M5s e la Lega – ha dichiarato ieri in un’intervista al Corriere della Sera – del resto non è certo un caso che queste tematiche non siano state inserite nel contratto».
Commentando le dichiarazioni di Fontana, la Spadoni ha poi spiegato che «per impedire di dividerci e discutere abbiamo evitato di inserire nel contratto di governo i temi etici. Abbiamo messo dentro la questione della famiglia come tema legato alla questione della natalità. Una questione importante, visto il nostro tasso così basso».
Questo, ovviamente, non è bastato a placare la rabbia dei movimenti Lgbti, tanto che la deputata reggiana ha sentito la necessità, durante l’intervista, di ribadire: «Si può essere d'accordo oppure contrari all'aborto. O come si è visto anche avere punti di vista diversi rispetto alle famiglie arcobaleno. Oppure essere a favore o contrari al biotestamento. Ma sono idee che nel nostro programma di governo non hanno trovato posto. Sarebbe stato opportuno che non venissero fatte nemmeno dichiarazioni pubbliche».
Un silenzio imposto che non può non far pensare, ancora, alle frasi dette da Fontana il giorno dopo la sua nomina. Il ministro, ad esempio, ha notato da «cattolico» che «purtroppo» nel programma di governo non c'è la riduzione del diritto all’aborto.
E sulla sua idea di famiglia non ha lasciato spazio ai dubbi: «Credo che la famiglia sia quella naturale, dove un bambino deve avere una mamma e un papà». Quelle arcobaleno «per la legge non esistono in questo momento».
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