Inaugurata la nuova sede Arcigay
Romani, presidente nazionale: «Preoccupati dalle dichiarazioni di Fontana»
REGGIO EMILIA. È stata una festa, colorata e allegra come un piccolo pride, l’inaugurazione di ieri della nuova sede di Arcigay che si è ufficialmente trasferita nei locali al primo piano del circolo Arci Gardenia in viale Regina Elena. Al taglio del nastro, alle 18, ha partecipato il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, il presidente nazionale Arcigay Flavio Romani e il fondatore di Arcigay, l’ex deputato Franco Grillini.
Un trasloco tutt’altro che forzato, salutato con gioia e soddisfazione dal presidente reggiano di Arcigay, Alberto Nicolini: «Per la prima volta nei 21 anni di storia di Arcigay Gioconda ci trasferiamo non perché costretti dalla situazione, ma per volontà di investimento: siamo cresciuti talmente tanto che ci servivano spazi più adeguati». Una situazione, quella dell’associazione reggiana, effettivamente in grande e positivo sviluppo, anche grazie al supporto che ha ricevuto dalla giunta Vecchi.
«La situazione reggiana è molto buona – ha commentato il presidente nazionale, Romani – ed è stata rilanciata alla grande dal punto di vista dell’aiuto alla nostra comunità. Basti guardare al meraviglioso pride dello scorso anno, un successo clamoroso di pubblico. Ovviamente molto hanno aiutato le istituzioni locali e la politica, la giunta è stata dalla nostra parte e ha dato una mano a creare un clima di serena condivisione».
Quando si parla di politica, tuttavia, in questo periodo soprattutto negli ambienti Lgbti non si può non pensare al nuovo governo e alle dichiarazioni del ministro alla Famiglia, Lorenzo Fontana. «Siamo preoccupati – conferma Romani – e anche se Salvini lo ha bacchettato continuiamo a tenerlo d’occhio, sappiamo da dove proviene, sappiamo cosa pensa. È il prodotto del cattolicesimo integralista di elementi fascisti, degli hooligans del calcio, dei movimenti pro vita. Ha sempre sbandierato e usato l’omofobia e la questione dell’aborto come vessillo per solleticare il bacino elettorale ma deve capire che non è il momento di dire pagliacciate e buffonate, o mettersi contro una fetta di popolazione che ha il dovere di proteggere».
La presenza del Movimento 5 stelle nel governo invece prosegue il presidente Arcigay, «ci rassicura, speriamo che in qualche modo faccia da argine ad eventuali azioni di un partito di destra come la Lega». La preoccupazione del mondo Lgbti, tuttavia, non guarda solo a Roma ma anche a Reggio, dove il prossimo anno si voterà per le amministrative. E la prospettiva di una giunta di destra o centrodestra, magari a trazione leghista, non rasserena gli animi.
«Spero che le elezioni a Reggio vadano in una certa direzione – conferma Romani – in altre parti d’Italia dove ci sono sindaci, o consigli regionali leghisti, non si concede ad esempio il patrocinio ai pride, giudicati divisivi o folkloristici o delle pagliacciate. Questo potrebbe succedere anche a Reggio se vincesse la Lega, per noi manifestare sarebbe molto più complesso. Ma lo faremo lo stesso».
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