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Reggio Emilia, rissa fra adolescenti in via Pansa: aggrediti dal branco per vendetta

di Leonardo Grilli
Reggio Emilia, rissa fra adolescenti in via Pansa: aggrediti dal branco per vendetta

Sette giovanissimi si scagliano armati di una spranga contro tre studenti, accusati di aver picchiato un amico. Un ferito finisce in ospedale, decisivo l'intervento dei carabinieri

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REGGIO EMILIA. Una sorta di regolamento di conti, uno scambio di persona, due gruppi di ragazzini e un tubo in metallo. Sono questi gli ingredienti dell’ultima rissa fra minorenni avvenuta in città. Un fenomeno, quello della violenza utilizzata dai ragazzini per risolvere dissidi di poco conto, che sembra non volersi arrestare. Teatro dell’aggressione ancora una volta via Pansa, pochi metri più in là rispetto alla rapina compiuta da un gruppo di adolescenti straniere qualche settimana fa.



Tutto è successo attorno alle 8 di mattina di ieri fra i tavolini esterni del bar “Ti amo caffè”, che si affaccia su piazza Papa Giovanni Paolo II. Un luogo che da anni è un abituale ritrovo per giovani e studenti, vista la posizione favorevole: a pochi passi dalla fermata del bus, da via Makallè e dal polo scolastico più grande della città, è proprio sul tragitto che gli alunni compiono tutti i giorni per andare e tornare da scuola. E infatti erano proprio degli studenti, fra i 17 e i 18 anni, i tre ragazzi tranquillamente seduti fuori dal locale a fare colazione prima dell’inizio delle lezioni.

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Quando, da dietro l’angolo, è sbucata una banda di altri sette ragazzini, molti dei quali in apparenza minorenni. Il gruppo, con passo deciso e minaccioso, dopo una rapida occhiata si è subito avvicinato ai tre, iniziando un diverbio. Stando a quanto raccontato dai testimoni e ricostruito dai carabinieri di Reggio Emilia, intervenuti in pochi minuti, i sette hanno accusato uno dei tre studenti di aver picchiato nei giorni passati un loro amico.

I clienti del bar, in un primo momento, hanno tentato di giustificarsi spiegando alla banda di non sapere assolutamente nulla, né del loro amico né tanto meno di fantomatiche risse passate. Ma le spiegazioni non hanno soddisfatto gli aggressori, anzi. I toni si sono alzati sempre di più, passando dalle accuse alle urla, agli insulti e alle minacce.

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Poi, quando la tensione è arrivata al punto di rottura, si è arrivati alle mani. Fra spintoni e schiaffi, però, è spuntata nel mezzo della rissa anche una spranga di ferro, una sorta di tubo di medie dimensioni, utilizzato da uno dei sette per malmenare la loro vittima designata. A quel punto un cliente presente nel bar in quel momento, per fortuna non indifferente alla scena, ha deciso di chiamare le forze dell’ordine.

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Sul posto, vista anche l’attenzione elevatissima verso bullismo e baby gang, è arrivata in pochi istanti una gazzella dei carabinieri, partita dalla caserma di corso Cairoli. Non appena hanno sentito le sirene dell’Arma i sette bulletti sono scappati, facendo perdere le proprie tracce, mentre i tre studenti sono rimasti ad aspettare i militari.

Anche perché uno di loro, colpito in testa dalla spranga di metallo, sanguinava e necessitava dell’intervento del 118. I carabinieri hanno quindi allertato i sanitari, che sono arrivati in via Pansa con ambulanza e auto medica e hanno trasportato al pronto soccorso del Santa Maria Nuova il ragazzo, per fortuna ferito in modo lieve.

Gli uomini dell’Arma hanno quindi sentito il racconto degli aggrediti e dei testimoni, annotando la descrizione dei piccoli malviventi (tutti reggiani) e ricostruendo quanto successo. Oltre ai futili motivi, alla fine è emerso che probabilmente i sette avevano anche sbagliato persona: quello che credevano essere l’obiettivo della loro vendetta, in realtà non c’entrava nulla con la precedente aggressione. I carabinieri sono ora sulle tracce della banda, partendo dalla descrizione fornita dai testimoni e dalle immagini delle telecamere.

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