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Colpo alla camorra, due indagati a Reggio

di Elisa Pederzoli
Colpo alla camorra, due indagati a Reggio

Operazione della Dda: scoperta l’alleanza tra le famiglie Belforte e Piccolo-Letizia per lo spaccio

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REGGIO EMILIA. Arriva fino a Reggio Emilia l’operazione “Unrra casas”, indagine dei carabinieri della compagnia di Marcianise (Caserta) e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli contro la camorra e l’organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti tra i Comuni di Marcianise, Capodrise e Maddaloni. Un sistema, secondo gli investigatori, che coinvolge le famiglie di camorra Belforte e Piccolo-Letizia.

Due persone colpite dall’ordinanza emessa dal gip del tribunale di Napoli si trovavano infatti nel Reggiano. E nella giornata di ieri sono state colpite dal provvedimento, grazie alla collaborazione con i carabinieri di Reggio Emilia: si tratta di Pasquale Regino, nato a Caserta il 18 novembre 1982 e lì residente, trovato ospite da conoscenti tra Luzzara e Suzzara e attualmente ristretto nel carcere di Mantova, e di Simmaco Coppola, nato a Marcianise il 29 settembre 1991, domiciliato a Reggio Emilia, ora soggetto all’obbligo di firma.

Sono 38 complessivamente gli indagati, 15 ora in carcere, 14 ai domiciliari e 9 con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria in una operazione che ha toccato oltre alle province di Caserta e Reggio Emilia, anche quelle di Mantova e Torino. Sono accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope con le aggravanti dell’utilizzo del metodo mafioso, dell’impiego della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo dei clan Belforte e Piccolo-Letizia.

L’indagine è partita nel settembre del 2014 e fa riferimento al periodo sino al maggio 2015. Gli investigatori dei carabinieri del Nucleo operativo tramite pedinamenti e intercettazioni telefoniche hanno documentato numerose cessioni di stupefacente, gestito in regime di monopolio dalle due famiglie di camorra, storicamente nemiche e la cui rivalità ha generato tra la fine degli anni Novanta e metà degli anni 2000 decine di omicidi. L’indagine ha documento invece l’alleanza per la gestione dell’attività di spaccio, con diversi avvicendamenti tra le due famiglie.

Secondo chi indaga la droga arrivava direttamente da Torino.

Tra gli arrestati di spicco c’è Aniello Bruno, latitante del clan Belforte, ritenuto al vertice dell’organizzazione criminale. Uno degli indagati era stato arrestato nel maggio del 2015 in Albania per l’omicidio di un trafficante di droga, che gli era stato commissionato dall’organizzazione.

Durante le indagini sono state arrestate sei persone scoperte in flagranza di reato e sono stati sequestrati sei chili tra marijuana, hascisc e cocaina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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