L’addio dei colleghi e delle istituzioni: «Il combattente ci ha lasciato»
REGGIO EMILIA. Sono in tanti a piangere la scomparsa di Mario Vighi, a partire dal sindaco di Reggio e presidente della Fondazione I Teatri, Luca Vecchi, che così lo ricorda: «“Siate felici”....
REGGIO EMILIA. Sono in tanti a piangere la scomparsa di Mario Vighi, a partire dal sindaco di Reggio e presidente della Fondazione I Teatri, Luca Vecchi, che così lo ricorda: «“Siate felici”. Generazioni di spettatori e amici de “I Teatri” sono stati accompagnati, per anni, dalla voce di Mario Vighi, nel momento del “buio in sala”... Mario da oggi non c’è più: ci ha lasciati per un malore proprio mentre si trovava dentro quella che, nel corso dei decenni, era diventata la sua seconda casa, il più importante teatro cittadino, di cui era il capoufficio stampa sin dai tempi della presidenza di Elio Canova. Aveva appena “licenziato” la nuova stagione dell’opera lirica, inviando i materiali stampa alle redazioni e mi piace immaginarlo alla sua scrivania, fra ritagli di quotidiano, libretti di sala e volumi di letteratura sparsi alla rinfusa, in un caos creativo che era il suo mondo da sempre... Ciao Mario. Di solito in queste situazioni si usa dire: riposa in pace. Io confido che tu stia continuando a correre a modo tuo, come hai sempre fatto nella tua vita. Sii felice».
Queste le parole struggenti dei “colleghi e amici della Fondazione I Teatri”: «Mario Vighi, il combattente, ci ha lasciato. Per noi era Mario e basta. È in teatro che Mario, ogni giorno, da 20 anni, ha combattuto innanzitutto per le idee, con stile, immensa intelligenza, e perciò senza bisogno di diplomazie. L’energia culturale, la carica umana, il guizzo che non t’aspetti e cambia il modo di vedere le cose: sono doti che ce lo hanno reso fratello e indimenticabile, mentre ancora non ci rendiamo conto che se n’è andato. Mario ha agito su tanti campi di battaglia, il giornalismo, la letteratura, la politica, ma i più lo piangeranno semplicemente perché Mario era Mario. E un grande umanista anarchico, sappiamo che questo gli piacerà. Ciao, sarai sempre con noi». Anche la Provincia partecipa al dolore per la scomparsa di Mario Vighi: «In tutti questi anni – scrive il presidente Giammaria Manghi – Mario ha assicurato ai Teatri un lavoro prezioso e importante e lo ha fatto in virtù di indiscusse doti professionali, ma ancora di più grazie all’acume, alla curiosità, ad una arguta ironia che lo hanno sempre caratterizzato tanto come giornalista, quanto come uomo di cultura».
«Grazie di tutto Mario», così la presidente di Istoreco Simonetta Gilioli, a nome dello staff e del direttivo. Che continua: «Il suo acume, il suo sorriso, la sua ironia sono indimenticabili. Così come la sua generosità e la sensibilità verso la storia, la società e l’importanza della divulgazione culturale».
«Ci ha lasciato un amico prezioso – questo il messaggio dell’Arci – capace di ascoltare e trovare le parole. Mario è stato una persona libera e un giornalista capace e colto. Con noi ha tenuto acceso un dialogo costante per continuare a fare dei Teatri reggiani dei luoghi aperti e plurali, la casa della cultura di tutti. Un abbraccio a suoi cari e a chi gli ha voluto bene».
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