Oltre il danno la beffa Reggiana stangata
La società multata di 10.000 euro, pioggia di maxi squalifiche per i tesserati Sembra invece esclusa la mano dura sui tifosi per l’invasione di campo
REGGIO EMILIA. Nonostante l’ingiustizia palese subita allo stadio Franchi è proprio la Reggiana a pagare per ora il prezzo più alto per lo scandalo di Siena, dove un rigore inventato a tempo scaduto ha impedito alla squadra di Mike Piazza di approdare a una meritata semifinale. Il giudice sportivo, in base al referto stilato dall’arbitro Pierpaolo Pierotti di Legnano e i suoi collaboratori, ha comminato una serie di multe e maxi-squalifiche: la Reggiana esce così da questa vicenda “cornuta e mazziata”, con l’impressione che nessuno porrà rimedio a questa nefandezza.
Resta da capire invece quali provvedimenti prenderà la polizia nei confronti dei tifosi per l’invasione di campo, anche se in proposito sembra prevalere il buon senso, perché le forze dell’ordine riconoscono che si è trattata di una “passeggiata” di frustrazione, dove soltanto pochissimi elementi sono andati un po’ oltre. Non dovrebbe dunque esserci una pioggia di Daspo ma in questo caso bisogna aspettare, visto che i tempi per questi provvedimenti possono essere anche molto lunghi, come dimostrano gli strascichi del derby a Parma.
DANNI ALLO STADIO. La Reggiana dovrà pagare 10mila euro di multa «perché propri sostenitori dopo aver divelto numerosi seggiolini del settore loro riservato li lanciavano sul terreno di gioco senza conseguenze». Inoltre perché 200 tifosi «invadevano il campo con atteggiamento minaccioso cercando il contatto fisico con i sostenitori della squadra avversaria». Il comunicato della Lega parla di tifosi respinti dalle forze dell’ordine, ma la realtà è che i reggiani sono ripiegati da soli, altrimenti, a fronte di pochissimi poliziotti schierati in campo, le cose potevano mettersi davvero male.
La multa viene comminata anche per i danni provocati dai giocatori e dai tesserati della Reggiana negli spogliatoi, qualche porta e qualche arredo. Da Siena non arrivano commenti, ma potrebbero presentare il conto al più presto.
Il giudice ha comminato 5mila euro di multa anche al Siena per l’invasione di campo di alcuni loro sostenitori. Questo quadro dà l’impressione che dopo una giornata perfetta, sotto ogni punto di vista, iniziata con la pacifica invasione di Siena da parte di oltre 1.500 granata, la situazione allo stadio sia scappata di mano. Negli spogliatoi, ad esempio, non c’era nessuno che abbia potuto riportare la situazione alla calma e si sono vissuti momento di tensione che potevano essere facilmente evitati.
L’IMPEGNO DEI GRANATA. La Reggiana per garantire che tutto andasse nel migliore dei modi ha schierato tutti i suoi effettivi. Marco Bertolini, in qualità di Slo (Supporter liasion officer), era nei pressi della curva ospite con Nicola Simonelli, segretario generale, e due vice Slo Giuseppe Romeo e Cristian Bertozzi, tifoso del Gruppo Vandelli. Prima della partita l’afflusso allo stadio era stato all’insegna della festa sportiva. Da Reggio sono partiti anche alcuni agenti della digos che seguono i tifosi granata e anche il loro contributo è stato importante. Come detto, da quanto trapela non si prevedono una pioggia di Daspo. Sicuramente alcune persone fermate e identificate rischiano di stare lontane dagli stadi per un po’. Ma per la maggior parte gli invasori erano ragazzi in lacrime, che poi sono rientrati nel settore a loro riservato senza fare danni.
Sulla vicenda indaga la polizia di Siena, che domenica ha fermato due granata ma poi li ha lasciati ripartire insieme agli altri tifosi, che tra l’altro avevano fatto sapere che non sarebbero andati via senza. Dopo i momenti concitati i reggiani sono defluiti verso casa senza che ci fossero problemi di sorta.
Gli ultras sostengono anche che il portone dal quale sono sciamati in campo sia stato rotto in modo non intenzionale: qualcuno avrebbe dato un calcio e la porta si è aperta.
Una mano importante nel corso dell’invasione di campo è stata data dai giocatori e dai tesserati della società di via Mogadiscio che hanno invitato tutti a indietreggiare, dimostrando responsabilità.
«MINACCE DI MORTE». Pesanti le conseguenze sul piano disciplinare per i tesserati della Reggiana. L’attaccante Cristian Altinier, autore del gol del pareggio nel recupero, è stato squalificato per otto giornate perché l’arbitro sostiene di essere stato minacciato di morte. Ammesso che Perotti abbia sentito meglio di quanto abbia visto in occasione del rigore, viene da chiedersi quale logica possa esserci in una stangata di questo genere, che non tiene conto in alcun modo quello che tutta l’Italia calcistica ha visto. Siamo oltre l’insensibilità e oltre il famoso “bidone della spazzatura” al posto del cuore. Alessandro Bastrini ha rimediato due giornate di qualifica. Più pesanti le conseguenze per gli altri tesserati. Il ds della Reggiana Giuseppe Magalini, che dopo il pareggio era corso in trance agonistica sotto la curva, è stato inibito fino al 30 settembre e multato di mille euro per aver protestato in modo veemente in occasione del rigore. Stessa sanzione per il team manager Michele Malpeli. Cinque gare effettive di stop e mille euro di ammenda sono stati appioppati anche agli allenatori Massimiliano La Rosa e Andrea Tedeschi, il preparatore dei portieri Andrea Rossi e il preparatore atletico Marco Bresciani. Squalifiche anche per il dottore Franco Taglia (tre gare) e il massaggiatore Gianfranco Mastini (cinque gare)
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