Tecno, lavoratori in assemblea permanente
Gualtieri, la protesta della Fiom: «Trecento posti di lavoro a rischio se la liquidità tarda ancora»
GUALTIERI. Come annunciato, i 300 lavoratori della Tecno sono da ieri mattina in assemblea permanente, con presidio davanti all'ingresso principale dell’azienda che produce cucine. Il presidio – comunica Fiom Cgil – è stato deciso con il voto della stragrande maggioranza degli addetti della Tecno, nell’assemblea che si è tenuta il primo giugno scorso a palazzo Greppi a Santa Vittoria di Gualtieri. Un’assemblea riunita dopo che, passati ormai 16 giorni dall’incontro tra le parti in Regione - nel quale l’assessore alle Attività Produttive Palma Costi, aveva esortato l’azienda a definire in tempi rapidi un piano di ricapitalizzazione di circa 5 milioni di euro, anche a fronte di una manifestata disponibilità del nuovo socio, l’imprenditore italo-iraniano Hazini Abdolrahima investire nell’azienda – non è stata presa alcuna decisione.
«Lo stallo, determinato dalla trattativa per il passaggio della proprietà dagli attuali soci a quello nuovo – scrive Film Cgil in una nota – sta determinando la progressiva fermata dell’azienda. Nelle ultime tre settimane gli operai hanno lavorato solo quattro giornate e solo su alcune linee. Una situazione determinata dalla mancanza di liquidità per pagare regolarmente i fornitori, con relativo blocco delle forniture e quindi dell'attività, nonostante ci siano circa 6 milioni di ordini che se restassero inevasi si tradurrebbero in perdita».
«Non c'è più tempo – ha affermato Sergio Guaitolini, segretario Fiom Cgil Reggio Emilia – Abbiamo deciso di mobilitarci per richiamare tutti, dai cittadini di Gualtieri, alle istituzioni locali, alla Regione, al massimo sforzo per spingere gli attuali soci al senso di responsabilità nei confronti dei lavoratori che, oltre a perdere retribuzione a causa della forte riduzione del lavoro, rischiano ora, se non c'è immissione di liquidità immediata, la fermata definitiva della produzione e quindi la perdita del lavoro con drammatiche ripercussioni sociali in un territorio già in difficoltà». L’azione di mobilitazione proseguirà fino allo sblocco della situazione – fa sapere la Fiom – o attraverso un nuovo incontro in Regione o attraverso l’arrivo dei finanziamenti che consentano la ripresa della produzione. «Siamo qua per difendere il lavoro e perché non è accettabile che speculazioni tra i soci possano portare alla morte della Tecno – conclude Guaitolini – Il lavoro è un bene primario, va difeso e noi lotteremo per questo».
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