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«Abbiamo paura a lavorare in via Pansa»

«Abbiamo paura a lavorare in via Pansa»

Il giorno dopo l’aggressione a tre giovani nella piazzetta. I commercianti: «Il Comune è assente»

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REGGIO EMILIA. Hanno assistito a una scena da film pulp e, a raccontarla, sgranano ancora gli occhi increduli ma, soprattutto, sono molto preoccupati per l’escalation di violenza a cui assistono sulla piazza dove si affacciano i loro uffici e le attività. Un luogo di lavoro sentito ogni giorno di più come insicuro. Sono i commercianti e i dipendenti delle attività di piazza Giovanni Paolo II e via Pansa, il giorno dopo l’aggressione, da parte di una banda di giovani bulli, a tre ragazzi seduti al bar.

«Ho assistito all’arrivo a sirene spiegate dei carabinieri proprio mentre svoltavo l’angolo per venire a lavorare – dice, ancora sotto shock, Marina Ionescu, segretaria dell’agenzia Amplifon – Poi ho visto che placcavano quel gruppo di giovani in fuga davanti alla farmacia. C’era molta tensione sia da parte dei militari sia da parte dei ragazzi; uno di loro era ferito. Hanno chiamato l’ambulanza. Mi sono spaventata. Qui ogni giorno succede qualcosa, e sono sempre ragazzini: si vestono bene e non sembrano affatto sbandati. Noi donne dell’ufficio abbiamo paura. Soprattutto quando parcheggiamo distanti. La sera, quando è buio, cerchiamo di uscire da qui insieme. Ma ora temiamo di trovarceli dentro al negozio».

«Ho dato io l’allarme ai carabinieri – racconta Stefano Monducci, dipendente della filiale Generali – Ero al bar con tante altre persone che hanno assistito alla scena. Conosco gli aggrediti, sono bravi ragazzi. Gli altri? Mai visti. Qui ormai la situazione è grave».

Dal bar “Ti amo caffé” affermano: «Il problema non sono i ragazzi, qui vengono persone perbene; ma il giro di “tossici” che infesta la zona. Smetteranno quando si trasferirà la farmacia aperta 24 ore. Dicono davanti all’ospedale...».

«Servono le telecamere – commenta Cristian Borghi, responsabile Amplifon – Sarebbe un deterrente». «La cosa incredibile – prosegue – è che le forza dell’ordine sanno e non possono farci niente: i carabinieri sono venuti da noi per chiederci se avevamo le telecamere. Per raccogliere elementi d’indagine. Ma anche se le avessimo non potremmo puntarle sulla piazza. Ancora più incredibile è che anche il Comune sa, ma non fa niente. Sono diverse le segnalazioni che abbiamo fatto. Ci erano state promesse le telecamere sulla piazza. Ma niente». (m.f.)

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