«Con i tagli drastici la biblioteca viene affondata»
Carpineti: l’accusa arriva dall’associazione “La 25ª Ora” «Nel 2018 nessun acquisto di libri, utenti sempre più in calo»
CARPINETI. «Biblioteca comunale di Carpineti: per i libri non si vuole spendere più nemmeno un euro». È pesante l’accusa lanciata dall’associazione culturale carpinetana “La 25° Ora”, che da diversi anni organizza eventi letterali e teatrali in Appennino. I componenti dell’associazione sostengono che negli ultimi anni gli investimenti dell’amministrazione comunale per la struttura culturale di via Di Vittorio, al piano superiore dell’asilo, siano insufficienti per garantire continuità. E che questa decisione stia portando a un depauperamento della biblioteca stessa, con un calo degli utenti e dei prestiti.
La base della polemica è una richiesta di accesso agli atti comunali sulla biblioteca. Qual è il risultato? «Dal 2014 a oggi l’amministrazione ha provveduto ogni anno a tagliare in maniera drastica le risorse a disposizione per l’acquisto dei libri, con l’intento evidente di azzerarle del tutto. I numeri parlano chiaro, il taglio di spesa è stato costante e continuo, oltre il 30% il primo anno di mandato, oltre il 20% il secondo, più del 60% nel terzo, fino al colpo di grazia per l’anno in corso», affermano dall’associazione. I dati analizzati partono dal 2014, anno di insediamento dell’attuale amministrazione, lista civica guidata dal sindaco Tiziano Borghi. «Nel 2014 la spesa annuale per i libri della biblioteca era di 5.366 euro, nel 2018 non è stato acquistato ancora un solo libro, la spesa a oggi è 0 e la disponibilità di soli 500 euro. Da 5.366 a 500. Manca il 90% delle risorse. Un azzeramento totale», attaccano.
I 500 euro citati sono frutto di uno stanziamento da poco formalizzato per l’acquisto di nuovi volumi. La ricaduta negativa è nella frequentazione della biblioteca.
«Se nel 2014 c’erano 782 utenti attivi, nel 2017 erano diventati 618 e le previsioni di quest’anno fanno pensare a un numero di poco superiore ai 500», si precisa. Dati pesanti in un contesto di cali generalizzati in tante biblioteche appenniniche, prima usate anche come riferimenti. «Nel 2014 i prestiti erano 10.162, nel 2017 erano 8.286 e una stima sul 2018 fa temere che si supererà di poco quota 6.000, con le perdite più importanti proprio nelle due categorie che sostengono numericamente la biblioteca, i bambini da 0 a 13 anni e gli adulti, calati costantemente negli anni e con previsioni di tracollo per l’anno in corso». Su questo fronte, secondo l’associazione, si incrociano scelte. «Contemporaneamente l’amministrazione ha deciso di investire nell’assunzione a tempo parziale di un nuovo addetto tramite una cooperativa, dopo aver lasciato scoperto per mesi il posto della precedente bibliotecaria, ora in pensione. Gli addetti diventano di nuovo due, ma gli orari di apertura della biblioteca non crescono di un minuto. Che senso ha investire sul personale se gli orari di apertura non cambiano e se non si comprano libri?».
Adriano Arati
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