Emozione e musica in piazza
Quattro Castella, successo per il festival dei giovani artisti italiani e stranieri
QUATTRO CASTELLA. La musica è un linguaggio universale, capace di unire realtà fisicamente lontane. Accade durante la seconda edizione del “European Festival of Young Musicians” a Quattro Castella, dove protagonisti indiscussi sono stati i giovani musici italiani, castellesi e di Felina, ungheresi (da Várpalota) e tedeschi (da Weilburg), che per due giorni hanno condiviso note, parole e attimi di straordinaria quotidianità.
C’è grande soddisfazione nel volto dei ragazzi: «È bello notare che in tanti accorrono per vederci – spiegano alcuni giovani castellesi – È un’ occasione di crescita, non solo umana, ma anche musicale; ed è costruttivo confrontarsi con orchestre che hanno un modo diverso di fare musica: da questo punto di vista noi italiani siamo i più carichi».
Se si passeggia in piazza Dante (dove i ragazzi si sono esibiti) già diverse ore prima dell’inizio del festival si respira aria di festa e si incontrano non soltanto i sorrisi dei “padroni di casa”, ma della maggior parte dei presenti, dai più piccoli ai più grandi, dai musici agli organizzatori.
Emozionati per l’esibizione, ma orgogliosi di rappresentare Quattro Castella (e più in generale l’Italia) sono anche i maestri concertatori, quali Saverio Settembrino e Anna Vezzani, che poco prima di strappare meritati applausi al pubblico, rivelano la loro soddisfazione nel guidare questa orchestra: «I ragazzi nel corso degli anni sono diventati più professionali, nel senso che sono entrati sempre più nella parte, ed è stato bello vederli crescere».
Un percorso che ha portato i giovani musici a maturare umanamente, anche grazie a iniziative come il festival, e musicalmente: «Perché – come i maestri raccontano – se cresci e diventi adulto, allora comprendi meglio la musica».
Tra i tanti obiettivi a cui una tale manifestazione aspira, non manca, e anzi ne è l’essenza, il consolidamento dell’appartenenza alla comunità europea: un’orchestra che, dunque, fa da traino alle istituzioni, gettando le basi per futuri sodalizi, e che, dopo la trasferta a Varpalota dello scorso fine aprile, ora porta a Quattro Castella i rappresentanti del comune ungherese.
Col calare del sole, dall’imponente palco, iniziano le esibizioni: prima della banda di Felina, poi dell’ensemble di Weilburg, quindi dell’orchestra giovanile di Quattro Castella e infine del gruppo ungherese. E se «il successo più grande – come afferma il direttore Settembrino – sarebbe emozionarsi perché significerebbe emozionare anche il pubblico», allora si può dire che i fragorosi applausi confermano la piena riuscita del festival. Ci sarà una terza edizione.
Matteo Castagnoli
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