In missione con il fidanzato in Mozambico
Poviglio: la 34enne Alessandra Anafi parte oggi con Enrico Clores per l’ong Medici con l’Africa Cuamm
POVIGLIO. Lei non è certo una “matricola” delle missioni con la ong Medici con l’Africa Cuamm. Il Mozambico è il quarto paese, dopo Tanzania, Sierra Leone e Angola, in cui prende servizio, e lo fa con rinnovato entusiasmo ed energia. Alessandra Anafi, 34 anni, una laurea in Istituzione e politiche dei diritti umani e della pace, parte oggi per Beira, la seconda città del paese africano, dopo la capitale Maputo, e qui sarà la coordinatrice amministrativa di tutti i progetti di Medici con l’Africa Cuamm. Aveva già ricoperto il ruolo di amministrativa della ong a Lunsar, in Sierra Leone, dove è arrivata subito dopo l’Ebola nel 2015, e poi a Luanda, in Angola, dove è rimasta un anno. Questo viaggio però ha qualcosa in più. Alessandra parte col fidanzato Enrico Clores, anche lui reggiano, di Scandiano, dove fa il pizzaiolo. Ora vuole cercare lavoro in Mozambico per stare con Alessandra. Per lei si prospetta una permanenza di un anno. Troppo per restare lontani.
Con che spirito si appresta a questo viaggio?
«Con lo stesso entusiasmo di sempre. Del Cuamm apprezzo la filosofia e i principi».
Cosa vuole dire fare la coordinatrice amministrativa in questi paesi?
«Vuole dire curare l’aspetto finanziario dei tanti progetti di operatori locali. Sempre con la massima trasparenza. Inoltre è indispensabile avere flessibilità, ascoltare lo staff e le persone che collaborano con noi. Il mio obiettivo è quello che i locali siano davvero responsabilizzati e valorizzati, così che imparino a “camminare con le loro gambe”. In Angola sono riuscita a sperimentarlo: questo dà molta soddisfazione».
Da chi ricevete le risorse?
«Cuamm ha un bilancio sociale trasparente. Le risorse arrivano da privati e fondazioni umanitarie nazionali e internazionali che credono nell’impostazione della ong».
Per lei non è il primo viaggio. Per Enrico, invece?
«Mentre ero in Angola, per un periodo è venuto a trovarmi. Ma ora è diverso. Partiamo insieme, e là Enrico vuole trovare lavoro. Non so se la nostra vita sarà per sempre in Africa, però vogliamo stare insieme, che sia qui in Italia o lì in Africa».
In Emilia Romagna Cuamm da tempo è attivo con il gruppo di appoggio di Modena-Reggio Emilia e, di recente, anche di Ferrara. In 68 anni di storia, sono oltre 100 i medici e i volontari di questa regione partiti con il Cuamm. L’ong si occupa della promozione e della tutela della salute delle popolazioni africane. È nata nel 1950 ed è la prima e la più grande in campo sanitario riconosciuta in Italia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
