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La nuova matricola Cellularline ha debuttato in Borsa

di Enrico Lorenzo Tidona
La nuova matricola Cellularline ha debuttato in Borsa

Tre giorni fa lo sbarco a Piazza Affari nel mercato Aim Italia Pronti 50 milioni per finanziare la crescita e i nuovi prodotti

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REGGIO EMILIA. Cellularline ha debuttato tre giorni fa su Aim Italia, il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese che cercano investitori nel mare magnum della grande finanza. Una quotazione a Piazza Affari che risente per ora dell’altalena dei mercati, annunciata a inizio anno e diventata ora realtà, seguita alla fusione per incorporazione del gruppo Cellular – costituito dalla cassaforte Ginetta spa partecipata dalle famiglie reggiane Aleotti e Foglio e Cellular Italia spa - con Crescita spa nel marzo del 2017. Quest’ultima è una Spac, società promossa da Crescita Holding srl e DeA Capital spa nata allo scopo di raccogliere capitale di rischio da impiegare per società - come Cellularline - interessate ad aprire il proprio capitale a investitori istituzionali mediante la quotazione delle proprie azioni in Borsa.

E così è stato per Cellularline, nata nel 1990 a Reggio Emilia, cresciuta accanto allo sviluppo dei telefoni cellulari, diventata leader degli accessori per smartphone e tablet, ponendosi come punto di riferimento tecnologico e creativo negli accessori per dispositivi multimediali. La società fattura oltre 100 milioni di euro e impiega oggi 200 dipendenti con prodotti commercializzati in oltre 60 Paesi. Per Christian Aleotti e Marco Cagnetta, co-amministratori delegati di Cellularline, «l’apertura del capitale al mercato è nella storia della nostra azienda un passaggio importante e che ci inorgoglisce. È inoltre l’occasione per ampliare la nostra presenza internazionale, per migliorare la penetrazione nei canali distributivi sia tradizionali che online e per dare ulteriore sviluppo alla nostra gamma di prodotti, anche attraverso operazioni di acquisizione. Siamo certi che costruiremo velocemente un posizionamento che potrà ampliare ulteriormente la platea dei nostri investitori».

Per Antonio Tazartes, ad di Crescita, «Cellularline è un’eccellenza italiana e uno dei principali operatori di settore a livello europeo. Può vantare una forte profittabilità e una riconoscibilità di marchio fra le più nette. Siamo certi che le risorse e il supporto che abbiamo fornito a Cellularline potrà accelerare il suo processo di sviluppo internazionale».

In pratica la liquidità a disposizione di Crescita è stata in parte utilizzata per l’acquisizione di una partecipazione pari al 49,87% del capitale sociale di Ginetta dagli attuali azionisti di quest’ultima, con un esborso complessivo pari a circa 80 milioni di euro e per il residuo, fino a circa 50 milioni di euro, per effetto della fusione andrà a finanziare lo sviluppo del Gruppo Cellular. A mantenere una partecipazione nel Gruppo Cellular nella società quotata risultante dalla fusione saranno per il 13% per i fondi, per il 15% per i fondatori e circa il 9% per i manager. I fondi saranno soggetti a un lock-up di 18 mesi, i fondatori di 24 mesi e i manager di 36 mesi.

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