Reggio Emilia, quartiere “ostaggio” di un pavone molesto
L’animale vive da giorni fra San Pellegrino e Belvedere, disturbando con il suo verso rumoroso i residenti della zona
REGGIO EMILIA. Per citare la famosa canzone dello Zecchino d’oro, a Reggio mancano ormai solo i due liocorni. Dopo i bovini destinati al macello scappati per salvarsi la vita, il coniglio nano che aveva trovato casa in piazza Costa, la capra latitante e il daino incastrato nella siepe del seminario di viale Timavo, adesso è il turno di un altro animale che abitualmente si trova solo in campagna: il pavone.
Uno splendido esemplare maschio infatti, di quelli ammirati per la ruota colorata che producono con la coda, ha deciso di stabilirsi da qualche giorno fra San Pellegrino e Belvedere, per la precisione nei dintorni di via Vasco De Gama. Il pennuto, da qualche tempo, alberga fra i giardini e le siepi del quartiere, volando sui rami più bassi. Di per sé sarebbe un evento piacevole, se non fosse per un piccolo inconveniente: il rumore.
L’uccello infatti, che appartiene alla famiglia Phasianidae, emette un suono conosciuto come “paupulare”. Il suo canto, però, non è molto piacevole.
È acuto e stridulo, e viene emesso a ripetizione soprattutto durante la stagione degli amori per richiamare le femmine, così come la sua più famosa ruota. Un inconveniente per i residenti di via De Gama e delle strade limitrofe, costretti loro malgrado a convivere con il rumoroso pavone.
Come se non bastasse, allontanarlo è anche difficile. Molto schivi, questi pennuti sono piuttosto diffidenti nei confronti dell’uomo e avvicinarlo è un’impresa tutt’altro che semplice.
Ieri ad esempio, quando siamo andati a verificare di persona, il giovane esemplare si era appollaiato sui rami di alcuni pini, all’interno della scuola d’infanzia Bruno Munari. Insomma, in via De Gama da giorni è scattata la “caccia al pavone”. Diverse sono state le telefonate dei reggiani alla polizia municipale, lamentando l’insopportabile rumore che disturba pisolini e sonni dei residenti.
Si è arrivati persino a chiamare la Forestale e Ivano Chiapponi, del Cras Matildico: «Probabilmente si tratta di un maschio fuggito dal cortile di qualche casa di campagna – ha spiegato – per andare in cerca di femmine con cui accoppiarsi».
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