«Una nuova scuola aperta alla comunità»
1) «Il Comune di San Polo d’Enza ha un bilancio in perfetto pareggio e in questo periodo di ristrettezza delle risorse non è poco. Tutti gli interventi che abbiamo previsto nel programma non...
1) «Il Comune di San Polo d’Enza ha un bilancio in perfetto pareggio e in questo periodo di ristrettezza delle risorse non è poco. Tutti gli interventi che abbiamo previsto nel programma non graveranno e non sposteranno gli equilibri di bilancio, le coperture finanziarie verranno dalla scadenza di mutui attualmente in essere (mutuo tangenziale ed altri), gli extra di bilancio, così liberati, verranno utilizzati per finanziare le opere in progetto per le quali ci avvarremo anche delle risorse previste nei bandi e concorsi, risorse che sono fuori dal bilancio ordinario. Quello che ho intenzione di cambiare è il rapporto col cittadino, ascoltare e vivere con e vicino ai sampolesi per porre termine a quello scollamento fra società civile, politica locale e la struttura tecnica del Comune che ha ultimamente incrinato la fiducia dei cittadini».
2) «Come ho già avuto modo di dire, la sicurezza dei cittadini si declina in vari modi, nel nostro programma ci sono sì le telecamere, le applicazioni per il controllo di vicinato, l’integrazione degli impianti di illuminazione pubblica ecc. ma il punto nodale per noi rimane la realizzazione di un nuovo polo scolastico che garantisca la sicurezza delle nuove generazioni. La scuola elementare del paese è insufficiente per spazi didattici e non è rispondente in alcun modo alla normativa di sicurezza antisismica che indica gli edifici scolastici come “strutture strategiche” e richiede perciò notevoli ed onerosi interventi edilizi. Un adeguamento sismico, energetico ed impiantistico non avrebbe alcun senso logico ed economico. Ci impegniamo a realizzare un nuovo plesso per l’istruzione primaria che comprenderà oltre agli edifici didattici, un palazzetto dello sport, una biblioteca, un campo da pallavolo/pallacanestro esterno, un orto/giardino e un anfiteatro. Il nuovo complesso sarà aperto e disponibile a tutta la popolazione per un periodo di tempo molto più lungo. L’attuale palestra di via Gramsci si presta a essere convertita in centro polifunzionale. La scuola elementare diventerà la “Casa delle Associazioni” del volontariato».
3) «Nessun preconcetto, nel rispetto della Costituzione, delle leggi ordinarie, regolamenti e norme. Il Centro Culturale Islamico dovrà ovviamente seguire il corretto iter burocratico e soddisfare tutte le normative vigenti in materia di urbanistica e di sicurezza, dopodiché avrà lo stesso diritto di esistere di qualsiasi altro circolo associativo».
4) «Mio Papà Artemio fu sindaco di San Polo negli anni ‘70, allora i tempi erano notevolmente diversi dagli attuali, per citare Vasco “la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragole” c’era un decimo della burocrazia, delle regole e dei bizantinismi attuali, per tale ragione l’impegno di sindaco è diventato giocoforza a tempo pieno. La mia squadra di governo prevede 3 assessori esterni e uno interno, tutti specializzati per studi o per professionalità nei settori a loro delegati».
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