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«Appena partiti e già 1.200 lettori»

«Appena partiti e già 1.200 lettori»

Il direttore Marina Bortolani: «Stiamo attivando collaborazioni in tutta Italia»

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REGGIO EMILIA. «Attualmente Tumore Non Solo Farmaci ha registrato circa 1.200 lettori: siamo appena partiti, meglio di così!».

L’avvocato Marina Bortolani, in questi giorni negli Usa e non nuova ad avventure giornalistiche sul web, si dice soddisfatta dei riscontri che registra la sua nuova creatura.

«Lanciata ufficialmente, la testata giornalistica ha avuto un buon successo: lettori e cittadini che hanno scritto per congratularsi e chiedere di poter interagire con proprie esperienze, quesiti di diverso tipo, ma anche professionisti (molti medici). Fra i commenti di professionisti mi ha colpito in particolare quello di un medico di Genova: “Generalmente esistono riviste scientifiche dedicate ai medici e operatori sanitari, e riviste sulla salute dedicate ai pazienti oncologici relativamente a specifiche patologie. Voi in un unico progetto riuscite a rivolgervi ad entrambi in modo chiaro e comprensibile. Credo che servirà anche a me”».

Alla domanda chi sostiene economicamente il progetto, Bortolani spiega che il sito «attualmente è sostenuto dalla sottoscritta. La partenza è avvenuta su mia iniziativa e cercheremo solo dopo gli sponsor. Faccio sempre così quando do vita a una testata giornalistica (così feci per ReggioNelWeb e così faccio ora per NextStopReggio). Penso sia più serio, a maggior ragione quando si tratta della salute dei cittadini, chiedere sostegni presentando un progetto già avviato, piuttosto che chiederlo sulla base di qualcosa che deve nascere, e quindi sulla base di promesse di come sarà – prosegue Bortolani – In questo modo i sostenitori futuri potranno guardarlo, spulciarlo, capire la serietà del progetto, la passione che c’è dietro, la funzione sociale a prescindere dal lucro. E il fatto che avrà intercettato un pubblico eterogeneo di cittadini, medici, malati oncologici. Quando un progetto è utile alla collettività i sostegni verranno di conseguenza».

Nel settore «purtroppo c’è gente che gioca con la vita delle persone in difficoltà. Ecco perché, fra le garanzie di trasparenza, noi pubblichiamo i curriculum di tutti coloro che collaborano e collaboreranno con la testata: possono essere visionabili e verificabili in ogni momento – conclude Bortolani – E stiamo attivando numerose collaborazioni». (am.p.)



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