I Maramotti scalano la lista dei “paperoni”
Gli azionisti del Credem passano dal 16esimo al 12esimo posto nella classifica sui dividendi incassati
REGGIO EMILIA. I talenti lasciati in eredità dal vecchio Achille continuano a moltiplicarsi nelle mani dei figli, che, con loro grande soddisfazione, portano la famiglia Maramotti ad avvicinarsi alla top ten dei paperoni italiani stilata dall’inserto del Corriere della Sera, L’Economia. Rispetto all’anno scorso la scalata è stata notevole. Nella classifica gli azionisti di Credem, proprietari anche di Max Mara, hanno guadagnato quattro posizioni, salendo dalla sedicesima del 2017 alla dodicesima di quest’anno. I dividendi delle società da loro partecipate sono aumentati nello stesso periodo da 38 milioni e 353mila euro a 51 milioni e 24mila. È notevole, peraltro, la distanza che li separa dal podio, su cui troneggiano i tre supernababbi. La famiglia Benetton, ritornata al vertice, ha ricavato ben 376 milioni e 877mila euro dalle azioni di Assicurazioni Generali, Atlantia, Autogrill e Mediobanca. L’anno scorso Gilberto, Carlo, Giuliana e Luciano Benetton ne avevano incassati soltanto (si fa per dire) 280 milioni.
Leonardo Del Vecchio, che nel 2017 era in testa con 336,7 milioni, quest’anno si è fatto superare per un soffio, con i 367,6 ottenuti da Luxottica e Assicurazioni Generali.
Arretrano anche i fratelli Paolo e Gianfelice Rocca, che hanno raggruppato la vecchia Dalmine e altre società di diverse nazioni sotto il gruppo Tenaris, maggior produttore mondiale di tubi d’acciaio e servizi per il petrolio e il gas.
L’anno scorso erano secondi con quasi 294 milioni. Quest’anno la crisi del settore ha fatto scendere i loro dividendi a 280 milioni, cosicché si collocano al terzo posto della graduatoria. L'immarcescibile Silvio Berlusconi, invece, sale dal quinto al quarto gradino, passando da 93,5 a 118,9 milioni.
Nella classifica si succedono poi le famiglie Doris (Mediolanum, Mediobanca) e De’ Longhi, Recordati, le famiglie Caltagirone, Garrone (Eg), Moratti (Saras) e Minozzi (Snam, Italgas). Dopo il dodicesimo posto dei Maramotti troviamo Boroli e Drago, la Famiglia Agnelli (che scende dal 13esimo al 14esimo posto con poco più di 44 milioni), Alberto Bombassei e le famiglie Mondini, Vacchi, Della Valle, Ferragamo e Gavio. L’ascesa più vertiginosa è quella dei Garrone, saliti di dieci gradini, mentre i Ferragamo sono discesi di altrettante posizioni. In quanto ai Maramotti, la loro fortuna risale al 1951, quando Achille trasformò la sartoria della madre nella ditta Max Mara. L’azienda attualmente conta circa 2.250 negozi in 90 nazioni. Nel 2008 il fatturato è stato di 1,25 miliardi di euro, ma nel 2016 era arrivato a 1,43 miliardi. Il Credito Emiliano, nato nel 1983 dalla Banca Agricola Commerciale, è altrettanto solido. Il gruppo s’è formato con l’acquisizione di diverse altre banche, soprattutto in Sicilia e nel resto del Meridione. L’anno scorso l’utile netto ha toccato i 186,5 milioni.
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