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Nozze sul fiume Po per Vitaliano Daolio e la sua Roberta

Nozze sul fiume Po per Vitaliano Daolio e la sua Roberta

Novellara, da anni è il gestore dell’Acquario di Motta Baluffi «Non potevo che sposarmi qui». Alla festa anche don Artoni

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NOVELLARA. Non poteva che celebrarle sul Po, le nozze con la compagna di sempre: «Il fiume mi ha dato lavoro e mi ha fatto conoscere tante persone. Sulle sue rive ho sempre vissuto, fin da bambino». Parliamo del matrimonio tra il 62enne pescatore professionista nonché gestore dell’Acquario del Po di Motta Baluffi (Cremona) Vitaliano Daolio e la 54enne Roberta Panizza. Entrambi reggiani, lui di Novellara e lei di Reggiolo, sono molto conosciuti per diversi motivi. La cerimonia si è svolta domenica scorsa a bordo di una house boat attraccata al piccolo molo di Motta Baluffi, dove Daolio gestisce con passione e sacrifici la sua «piccola grande» realtà naturalistica meta di scolaresche e trasmissioni televisive.

Ben 200 i partecipanti, diversi dei quali si sono spostati anche su un carro trainato da un trattore. Per il convivio, infatti, gli ospiti si sono trasferiti nella cascina-aquario dove, in riva al Po, era pronta una grande tavolata all’ombra di un tendone bianco. Qui, tanti i momenti di grande emozione, fra i quali il lancio di lanterne rosse nel cielo notturno.

Daolio, per anni abitante a Reggiolo, è conosciutissimo in tutta la Bassa reggiana. È un grande esperto del fiume, al quale dedica ora tutta la sua vita. Questo dopo avere lavorato per 18 anni nel sociale, nelle più note e attive cooperative del settore: la Papa Giovanni XXIII, Lo Stradello e il Bettolino; motivo per il quale sono in tanti a conoscerlo, non solo del territorio fluviale.

Alla cerimonia era presente, facendo idealmente da testimone, don Ercole Artoni: «Un prete che ammiro tantissimo. Che ha passato la sua vita per e tra gli ultimi», ha commentato Daolio.

«Io e Roberta siamo insieme da 25 anni – ha poi spiegato –. Ci siamo conosciuti nelle cooperative sociali. Lei era volontaria della cooperativa “Bettolino” nel periodo in cui operavo lì. Abbiamo iniziato a frequentarci e poi non ci siamo più separati. Il matrimonio? Abbiamo deciso il passo perché un convivente non ha gli stessi diritti di un coniuge. Ci siamo trovati nella situazione in cui un medico non poteva riferire dello stato di salute di uno dei due all’altro. È stata una situazione incredibile».

Le maglie della burocrazia per Daolio sono certo troppo strette. Ci si è scontrato anche per l’organizzazione del suo matrimonio. La cerimonia è stata doppia: una in municipio il 13 maggio scorso, e poi quella sul Grande Fiume. L’unica vera, per lui. Ma non per la legge. «Spero che il Fiume Po possa diventare “Casa Comunale” dove poter celebrare matrimoni civili che siano validi – ha scritto poi Daolio sul suo profilo Facebook –. Il Grande Fiume è un luogo suggestivo, affascinante, di grande valore naturalistico. Un fiume mitico, formatosi dopo l’ultima glaciazione europea 10.000 anni fa; il posto dove è nata la nostra storia».

Sulla house boat la coppia ha chiamato «gli amici di sempre, quelli che sono nel nostro cuore, come lo è il fiume Po».

A celebrare questa cerimonia, il vicesindaco Simone Agazzi. Ma già poche ore dopo la grande festa Daolio è di nuovo in pista per il suo Acquario. Domenica infatti si terrà l’annuale festa della struttura comunale, con l’intento di raccogliere fondi. Info e prenotazioni: 348 5634093.(m.f.)

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