«Cambiamento strumentale»
I comitati a Confcooperative. Oggi incontro coi neo parlamentari
CASTELNOVO MONTI. Bene il parere del nuovo governo sulla deroga per i punti nascita della montagna, soppressi ormai da otto mesi, «ma si evitino confusioni e soprattutto di scaricare responsabilità su altri».
È la riposta dei comitati “Salviamo le cicogne” e “Dinamo” alla proposta di Confcooperative di coinvolgere il neonato esecutivo giallo-verde nella risoluzione del problema, soprattutto in vista dell’incontro di questa sera con i parlamentari reggiani e i consiglieri regionali. «Di certo non saremo noi ad opporci a questa richiesta – proseguono i comitati – perché ogni cosa che può essere fatta in favore della riapertura dei punti nascita troverà sempre il nostro favore. Ma bisogna evitare la confusione: la deroga ministeriale non è una delibera operativa – sottolineano – bensì un semplice parere consultivo che non viene dato da un ministro nuovo o vecchio, ma dal Comitato percorso nascita nazionale. E il parere motivato viene espresso sulla base della documentazione fornita loro dalla Regione».
“Salviamo le cicogne” e “Dinamo” concludono così: «Ora questa nuova dimostrazione d’interesse determinata dal cambio del governo italiano ci appare quantomeno tardiva e strumentale perché continua l’esercizio di esternalizzazione delle competenze e delle responsabilità: chi ha chiuso i punti nascite in montagna e tenuto aperto in deroga quelli in pianura è la Regione, e allo stesso modo la Regione stessa può riaprirli».
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