Gazzetta di Reggio

Reggio

Centro blindato per il film su Ligabue

di Carlotta Curti
Centro blindato per il film su Ligabue

Tra Giardinette, abitini a fiori e capelli cotonati, anche al sindaco è stato impedito l’ingresso nella “zona rossa” 

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REGGIO EMILIA. Una Topolino, una Giardinetta, una Seicento, per parlare di automobili; abitini a fiori, a quadretti, purché colorati, e acconciature extralarge e capelli cotonati per quanto riguarda la moda. Stiamo parlando della fine degli anni ’50 e dell’inizio degli anni ’60, che ieri hanno invaso Piazza Prampolini. La piazza del centro storico di Reggio ieri mattina è stata infatti set di riprese per il nuovo film di Giorgio Diritti e prodotto da Palomar, intitolato “Volevo nascondermi”, incentrato sulla vita del pittore Antonio Ligabue. Tante comparse hanno preso parte alle riprese, tutte agghindate come la moda comandava all’epoca.

Alle 10.30 era già tutto blindato: tanti i curiosi che volevano assistere alle riprese e magari vedere recitare l’attore protagonista Elio Germano. Ma la produzione è stata inflessibile: non si passa. Alle 11 il primo ciak. E se in piazza c’era posto solo per la troupe e per le comparse, c’è anche chi ha avuto un po’ di difficoltà per andare a fare il proprio lavoro. Il sindaco Luca Vecchi, infatti, è arrivato in ritardo a una conferenza in Comune a cui doveva presiedere perché all’ingresso non lo hanno lasciato passare. Conferenza che per altro si è svolta quasi al buio visto che c’era l’obbligo di chiudere le imposte (sempre per esigenze di set). Insomma, momenti di disagio ce ne sono stati, ma anche parecchia emozione, a vedere il nostro centro storico trasportato in un’altra epoca. Non dimentichiamo che si è dovuto rendere autentici i muri, i pali, le vetrine dei negozi.

«Siamo molto soddisfatti del fatto che Palomar abbia scelto Reggio Emilia per far partire una prima produzione cinematografica fortemente centrata sulla storia della nostra città perché ruota intorno alla figura importante di Antonio Ligabue – ha commentato il sindaco Vecchi –. In questi giorni sono in corso le riprese e naturalmente, quando c’è il set, ciò ha sempre un suo fascino che credo compensi ampiamente un minimo di disagio che viene a crearsi in una città che non è abituata a vedere set cinematografici». Una promozione che non si ferma a questo film perché Reggio è stata scelta da Palomar come sede di alcuni studios e di corsi di formazione che porteranno dunque, si spera, tanti altri lavori di cinematografia sul nostro territorio. «Penso che Reggio, attraverso la produzione cinematografica, possa diventare sempre di più una città europea – conclude Vecchi –. Penso sia una fotografia molto chiara di una città che sta trasformando il proprio modello di crescita e di sviluppo e lo sta facendo grazie a un forte investimento sulla cultura, sulla creatività, sui giovani, sull’innovazione, sulla ricerca e questo per la città significa che siamo in una fase di cambiamento positivo».

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