«Hanno sparato alla madre I cani hanno preso i piccoli»
Albinea, caccia selettiva al cinghiale con polemiche tra Borzano e Fogliano Un cittadino: «Così è uno schifo». La polizia provinciale: «Cuccioli non toccati»
ALBINEA. Femmina di cinghiale uccisa, ieri mattina, non lontano dalla strada che porta alla farmacia di Borzano, dalle guardie venatorie impegnate in una delle tante battute di caccia selettiva di queste settimane. L’animale, appartata dietro dei cespugli, era a guardia dei suoi piccoli che, secondo quanto affermato da un testimone, sarebbero stati uccisi dai cani da caccia. Ma su questo punto la certezza non c’è.
«Abito poco lontano – racconta ci il testimone dell’accaduto – stavo percorrendo la strada in auto per tornare a casa quando ho notato molta gente per strada che guardava verso il crinale. Incuriosito, mi sono fermato e ho chiesto cosa stesse accadendo. Poi ho alzato lo sguardo e ho capito: ho visto i cani che cercavano, nell’erba, i cuccioli del cinghiale e mi è stato raccontato che poco prima una squadra aveva trovato e ammazzato la mamma. Capisco che i cinghiali si riproducano molto e che quindi siano troppi e spesso vicini a zone abitate, capisco anche che sia necessario intervenire – conclude il residente – ma così mi sembra proprio uno schifo».
Come siano andate davvero le cose, ieri mattina, nei boschi che costeggiano la strada tra Fogliano e Borzano – al netto del fatto che certamente non è il periodo giusto eticamente per battute al cinghiale, selettive o meno, visto che tra marzo a giugno c’è il picco delle nascite dei piccoli – sarà difficile da capire visto che, secondo la squadra impegnata nell’operazione (composta da guardie venatorie e cacciatori) la ricostruzione sarebbe diversa.
«Confermo che a Fogliano era in corso, ieri mattina, l’attuazione del piano di controllo del cinghiale sotto forma di battuta – afferma il comandante della polizia provinciale, Lorenzo Ferrari – e confermo anche che è stata effettivamente abbattuta una femmina che aveva i piccoli. Ma non risulta assolutamente che i cani abbia ucciso i cuccioli, anzi si tratta di animali addestrati a lasciarli stare». Magra consolazione per la cucciolata che se si è salvata dai cani è comunque rimasta abbandonata a se stessa. «Non è accaduto nulla di illegale – prosegue il comandante della polizia provinciale – perché le regole dei piani di controllo non prevedono distinzioni nè sul fronte della tipologia di animale da abbattere, se maschio o femmina, nè per quanto concerne il periodo. Si eliminano e basta. Nel caso di sopravvivenza di cucciolate, dipende dall’età dei piccoli che dovranno cavarsela da soli».
Le battute selettive – che avvengono su input della Regione – sono iniziate in marzo ma nelle ultime settimane sono aumentate e vengono compiute con regolarità, una o due a settimana. «Nonostante questo – conclude Ferrari – non sono molti i capi abbattuti fino a oggi. Saremo nell’ordine di una trentina al massimo».(c.o.)
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