«Pronti a nuove azioni»
Brezigar: difficile fermare un maxi processo ma era dovuto
REGGIO EMILIA. «Temo che questa decisione tornerà indietro ai giudici». Il vociare ieri tra gli avvocati è stato continuo dopo il respingimento della richiesta di sospensione del processo. «La Cassazione già l’aveva detto una volta ma Caruso non ha voluto sospendere nonostante sia chiarissimo quanto scritto» dice un altro. Da parte di Luca Andrea Brezigar, invece, c’è quasi comprensione. Proprio da lui che si è fatto portavoce degli avvocati reggiani impugnando l’ordinanza del collegio di Aemilia che il 23 maggio 2017 ha ritenuto illegittima l'astensione dei legali. «Posso comprendere umanamente la decisione di Caruso perché è difficile fermare un processo così grande, ma il diritto di sciopero delle Camera Penali non può essere toccato. Lo dice la legge che è stata fatta valere ora dalla Cassazione» dice Brezigar, che incassa un pronunciamento importante ma si è visto respingere ieri dal collegio di Aemilia la successiva richiesta di sospensione. «A mio parare è chiaro quanto afferma la Cassazione - dice l’avvocato Brezigar - e mi sono attivato, devo dire sommessamente quella volta, anche in qualità di componente della Camera Penale per un nostro diritto leso. Ora attendiamo l’ordinanza dei giudici reggiani e in base a quella vedremo cosa fare». Per alcuni avvocati non è esclusa una ulteriore impugnazione della nuova ordinanza. Certo è che la prossima battaglia sarà il 4 luglio in Corte Costituzionale. Un’udienza alla quale saranno presenti certamente Brezigar, così come il principe del foro Gaetano Pecorella, difensore di Palmo Vertinelli, sostenuti dall’Unione delle Camere Penali e da tutta la categoria. (e.l.t.)
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