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C7, ancora in bilico i 36 operai

 C7, ancora in bilico i 36 operai

Martedì nuovo incontro in Regione, si valutano le uscite volontarie

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CASTELNOVO SOTTO. Il secondo round è fissato per martedì prossimo, il 12 giugno, giorno nel quale il tavolo regionale aperto sulla crisi dell’azienda di prefabbricati in cemento C7 di Castelnuovo Sotto sulla quale il socio unico Margaritelli Ferroviaria spa ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per i 36 operai. Una decisione irrevocabile è stato ribadito dalla proprietà (l’amministratore delegato Margaritelli) nell’incontro avvenuto il primo giungo, ma con le parti – Roberto Ferrari per l’assessorato regionale alla Attività produttive, il segretario generale Fillea Cgil Sabatino Aliberti, il sindaco di Castelnovo Maurizio Bottazzi – che hanno messo sul tavolo un ventaglio di possibilità.

L’obiettivo – sul quale è stata aperta una riflessione e che sarà materia del prossimo confronto – è far confluire i 36 lavoratori che hanno già vissuto, due anni fa il crack Coopsette, sotto l’ombrello Margaritelli che è proprietaria – tra le tante aziende che compongono il gruppo – di uno stabilimento a Zurco. La parola d’ordine quindi è “ricollocazione”. Magari non di tutte la maestranza presenti ora in C7. E anche di questo si è parlato nel tavolo aziendale – parallelo a quello politico-istituzionale in Regione – al quale siedono azienda, Rsu e Cgil che si è riunito ieri.

Prima di affrontare il tema degli ammortizzatori sociali o quello di possibili ricollocazioni, c’è da capire se e quanti dipendenti C7 sarebbero disponibili a uscire volontariamente dal ciclo lavoratori con il paracadute degli incentivi. Un’operazione ancora tutta da costruire e sulla quale non esistono numeri. (c.o.)

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