Crollo alla Mediopadana sopralluogo dei costruttori
Gli ingegneri di Rfi e quelli della Cimolai Spa sul posto la prossima settimana Presto la rimozione delle transenne, Rete ferroviaria assicura: «Nessun rischio»
REGGIO EMILIA. Dopo il crollo di una lastra di vetro dal tetto della Mediopadana, le transenne, i ripetuti controlli da parte dei tecnici della Rete ferroviaria italiana, il caso che tanto ha fatto discutere Reggio Emilia si appresta a conclusione. L’ultimo passaggio, che permetterà di individuare le cause precise dell’incidente, è infatti un incontro con i costruttori dell’imponente stazione dell’alta velocità: la Cimolai Spa. Gli ingegneri della società si incontreranno con quelli di Rfi la prossima settimana, direttamente alla Mediopadana, che proprio ieri ha spento cinque candeline.
Un dialogo in cui i dipendenti della Rete ferroviaria potranno sottoporre ai loro colleghi della Cimolai le domande e i dubbi sorti in questi giorni di ispezioni e controlli, ottenendo degli importanti chiarimenti. A quel punto si potrà decidere come procedere: se sostituire solo la lastra in vetro crollata o intervenire anche sulle altre, sottoposte alle stesse sollecitazioni. Nonostante le transenne – e la preoccupazione di alcuni utenti – Rfi ha comunque ribadito che «dalle approfondite verifiche svolte dopo il cedimento non sono emersi pericoli o allarmi di alcun tipo».
Era il 2009 quando Italferr ha assegnato i lavori per la realizzazione della stazione Mediopadana alla Cimolai di Pordenone, per un importo di 70 milioni di euro. L’azienda friulana, che già si era occupata della parte metallica dei ponti progettati dall’architetto Santiago Calatrava per la città, ha vinto la gara d’appalto garantendo un ribasso, risultato congruo, nell’ordine del 17%. Per la costruzione della copertura, la parte più complessa della struttura, la Cimolai ha impiegato 60 operai di giorno e 10 di notte. Si tratta di 457 portali di acciaio dipinti di bianco, che compongono il guscio ondulato dell’opera lunga 453 metri.
I conci sono stati assemblati nel cantiere per formare travi lunghe tra i 45 e i 50 metri e del peso di 10 tonnellate. Una volta complete, le travi sono state issate da una gigantesca gru e con manovre di altissima precisione infilate nella struttura. Piazzate a una distanza di un metro l’una dall’altra, nel mezzo ospitano le lastre di vetro. L’intera struttura in acciaio pesa 14mila tonnellate: in pratica, quasi una volta e mezzo il peso della Tour Eiffel.
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