Gazzetta di Reggio

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Detenuto prende a pugni il comandante

di Ambra Prati
Detenuto prende a pugni il comandante

Un 35enne marocchino a rischio radicalizzazione manda all’ospedale Mauro Pellegrino. Il Sappe: «Fatto gravissimo»

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REGGIO EMILIA. Gettato a terra e colpito da una gragnuola di pugni in faccia da un detenuto, finché i suoi uomini non sono riusciti faticosamente a separare i due, avvinghiati nella colluttazione. Ieri mattina, nella Casa circondariale di via Settembrini, ad essere vittima di un’aggressione è stato il comandante del Reparto di polizia penitenziaria di Reggio Emilia, il commissario capo Mauro Pellegrino, finito al pronto soccorso insieme a tre agenti intervenuti per fermare il violento detenuto.

L’episodio è avvenuto nella sezione Antares, quella riservata ai detenuti comuni. In quel reparto è stato assegnato un marocchino di 35 anni, classificato tra i cosiddetti islamici a rischio radicalizzazione, che nel carcere di Piacenza aveva già assalito un agente; da qui il trasferimento nella nostra città. Per due mesi il detenuto è stato corretto; ma negli ultimi giorni ha manifestato un comportamento anomalo, nonostante fosse seguito da diverse figure professionali (psichiatri, medici, educatori e mediatori culturali). La sera precedente aveva tentato di attaccare, da dietro le sbarre, un agente di polizia penitenziaria.

Proprio a causa di questi segnali di malessere pregressi, ieri mattina il comandante Pellegrino si è recato a far visita al detenuto, per cercare di capire le sue esigenze. Ad inizio colloquio il detenuto pareva tranquillo, ma all’improvviso, con uno scatto fulmineo, è saltato addosso al comandante, l’ha fatto cadere e gli ha sferrato cinque pugni sul volto, ingaggiando una repentina colluttazione. Sono stati attimi concitati e di timore per l’incolumità del comandante, con ben tre agenti (un sovrintendente, un agente scelto e un assistente capo) che si sono precipitati a dividere i due. Non è stato facile bloccare il marocchino, ma alla fine si è evitato il peggio ed è stata ripristinata la sicurezza. Il comandante Pellegrino ha riportato una lesione al sopracciglio e contusioni. Poco dopo è stato trasferito in ambulanza al pronto soccorso del Santa Maria Nuova, così come si sono fatti medicare i tre agenti.

«È accaduto un evento critico di una gravità fuori dal comune – commenta Michele Malorni, segretario provinciale del Sappe (sindacato autonomo di polizia penitenziaria) – Esprimiano profonda solidarietà al comandante del Reparto e al personale coinvolto nell’aggressione, augurando a ciascuno di loro una pronta guarigione. Non conosciamo la prognosi, ma conoscendo il nostro comandante sappiamo che già domani (oggi, ndr) sarà in servizio».

Il detenuto protagonista del brutto quarto d’ora alla Pulce è, secondo il Sappe, «un soggetto noto a diversi istituti penitenziari e Procure per i reati commessi (dall’evasione alla rapina, dal danneggiamento alle armi, dalla resistenza alle lesioni a pubblico ufficiale) e per la sua pericolosità. Nei suoi confronti si auspica l’adozione di provvedimenti disciplinari e penali esemplari, che possano neutralizzare la reiterata violenza del soggetto».

Come ad esempio il 14-bis, un regime di sorveglianza speciale che può essere deciso solo dal Capo di Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, a Roma. Nel frattempo è stato chiesto il trasferimento del carcerato ad altro istituto, ritenendo che a Reggio Emilia non ci siano più le condizioni necessarie.

«Guardando il bicchiere mezzo pieno, è la prima aggressione riuscita da inizio anno, mentre prima della riforma ne contavamo 5-6 a settimana – conclude Malorni – Tuttavia resta la gravità di un evento senza precedenti. Ne approfittiamo per sollecitare la definitiva assegnazione del comandante a Reggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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