Dietro alla Mobike distrutta un furto di segreti industriali
REGGIO EMILIA. Dietro la Mobike cannibalizzata e fatta a pezzi, che da due giorni giace abbandonata in via del Vescovado, non ci sarebbero un ladro comune o un vandalo annoiato. Anzi, è probabile che...
REGGIO EMILIA. Dietro la Mobike cannibalizzata e fatta a pezzi, che da due giorni giace abbandonata in via del Vescovado, non ci sarebbero un ladro comune o un vandalo annoiato. Anzi, è probabile che lo scopo di chi ha compiuto quel gesto fosse tutt’altro: scoprire i segreti industriali e tecnologici che stanno dietro al particolare software utilizzato dall’azienda cinese.
La tipologia di pezzi della bicicletta rinvenuti due giorni fa da due cittadini, fra l’arrabbiato e l’allibito, fanno infatti propendere per questa ipotesi. Le ruote e il telaio della bici sono stati smontati da una mano esperta, pezzo dopo pezzo, facendo molta attenzione a non danneggiarne troppo i componenti, poi abbandonati accanto ai cassonetti dei rifiuti.
Tutti, tranne quella parte che contiene l’hardware necessario a collegare la Mobike con il cellulare degli utenti e la relativa applicazione.
Un po’ con lo stesso procedimento con cui si clonano i bancomat, lo scopo dei ladri potrebbe quindi essere quello di carpire i codici telematici di pagamento e apertura delle biciclette. Una sorta di furto di segreti industriali che andrà ora confermato dalle indagini delle forze dell’ordine reggiane.
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