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Il commercio è in sofferenza anche i “grandi” pagano dazio

Il commercio è in sofferenza anche i “grandi” pagano dazio

REGGIO EMILIA. Dopo aver chiuso il 2017 con un leggero incremento delle vendite (+0,5%), il commercio reggiano torna a registrare una flessione che, nel primo trimestre dell’anno in corso, ha...

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REGGIO EMILIA. Dopo aver chiuso il 2017 con un leggero incremento delle vendite (+0,5%), il commercio reggiano torna a registrare una flessione che, nel primo trimestre dell’anno in corso, ha raggiunto il 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Oltre alla stagionalità, ad incidere in modo determinante sul trend delle vendite complessive al dettaglio sono sicuramente i dati degli esercizi di commercio di prodotti non alimentari. Secondo l’analisi dell’Ufficio studi della Camera di Commercio, infatti, nel trimestre gennaio-marzo 2018 le vendite si sono ridotte del 4%. Sempre di segno negativo, ma molto più contenuta, la contrazione registrata dalla grande distribuzione organizzata: per ipermercati, supermercati e grandi magazzini il calo del primo trimestre dell’anno si è limitato ad un -0,3%.La tendenza negativa si allevia leggermente grazie all’andamento in controtendenza (+0,3%) del commercio specializzato alimentare che continua, per il secondo trimestre consecutivo, a posizionarsi in territorio positivo. Le attese dei commercianti per la prima parte del 2018 si orientano verso la possibilità di una ripresa dei consumi. Pur rimanendo prevalente la percentuale di imprese che prevede una stabilità nelle vendite, il 26% ipotizza invece un incremento nei tre mesi successivi. Tali previsioni, anche se con differenti intensità, sono espresse da tutte le tipologie di negozio: dettaglio alimentare (12%), dettaglio non alimentare (1%) e grande distribuzione organizzata (43%). Il 35% delle imprese del settore del commercio al dettaglio, intervistate relativamente alla evoluzione della propria attività nei successivi dodici mesi, ha dichiarato che questa sarà orientata allo sviluppo, mentre solo il 6% sostiene che sarà in calo; l’1% dei commercianti, poi, afferma che si ritirerà dal mercato. A fine marzo di quest’anno erano 4.721 le imprese del commercio al dettaglio registrate in provincia di Reggio Emilia, il 2% in meno rispetto all’analogo periodo del 2017. Quasi la metà dei dettaglianti (2.286 imprese) svolge attività di commercio non alimentare, 540 sono esercizi non specializzati della grande distribuzione, e sono gli unici a registrare un incremento (+0,7%) su base annua; i negozi di alimentari sono 704, gli ambulanti sono 826, mentre l’attività di commercio al dettaglio fuori da negozi, banchi e mercati (attraverso internet o distributori automatici) è svolta da 234 imprese.

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