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Inchiesta Ina-Assitalia, le truffe sono 236

di Adriano Arati
Inchiesta Ina-Assitalia, le truffe sono 236

Chiuse le indagini di magistratura e carabinieri sull’ex agente assicurativo Petroni, che ha fatto sparire 10 milioni di euro

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CASTELNOVO MONTI. Si sono concluse ufficialmente le indagini della magistratura e dei carabinieri sulla truffa assicurativa Ina-Assitalia emersa nel maggio 2015 nella montagna reggiana, una vicenda che ha coinvolto quasi 250 risparmiatori che hanno perso oltre dieci milioni di euro.

Al centro dell’inchiesta il castelnovese Sergio Petroni, 48 anni, ex subagente di Ina-Assitalia, società oggi assorbita da Generali; il colosso assicurativo ha provveduto, dopo un accordo con gli utenti e le associazioni di consumatori, a rimborsare tutti i clienti che abbiano presentato documentazione sui pagamenti fatti. Giovedì i carabinieri della stazione di Castelnovo Monti hanno notificato all’indagato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso dal sostituto procuratore Giulia Stignani.

È il risultato di circa tre anni di lavoro investigativo, di raccolta di dati, di testimonianze e verifiche, un lungo percorso che conferma sia le accuse sia l’enorme portata dell’inganno. Ora la palla passa ai giudici chiamati a valutare le accuse e a istruire nel caso il procedimento giudiziario. Per la procura e per i carabinieri, Petroni è responsabile di 236 casi di truffa aggravata e continuata ai danni di oltre cento suoi clienti. Ma non solo, l’ex assicuratore è ritenuto l’autore di otto appropriazioni indebite di denaro contante ai danni di cinque persone e di sei altri episodi di appropriazione, verso altri quattro utenti. Una quarta accusa è legata alla condotta professionale di Petroni: per oltre un anno avrebbe esercitato abusivamente il ruolo di intermediario assicurativo, nonostante l’assenza dell’obbligatoria iscrizione al registro unico del settore. Un lato particolarmente delicato questo, che ha richiesto ulteriori approfondimenti.

L’autore della truffa avrebbe in pratica usato il marchio di sub-agente Ina-Assitalia anche dopo aver interrotto formalmente l’attività, continuando a ricevere i pagamenti delle polizze da parte dei suoi vecchi clienti, ignari di quanto stesse accadendo. Secondo le indagini la truffa ha coinvolto quindi 236 soggetti, in gran parte residenti nella montagna reggiana o originari della zona. In molti casi si trattava di assicurati di lunga data con Ina-Assitalia, una delle storiche realtà castelnovesi, aperta oltre quarant’anni fa dal padre dello stesso Petroni.

Lo schema era efficace e semplice: dopo aver convinto i clienti a stipulare polizze sulla vita in realtà mai create, l’agente riceveva i versamenti delle rate girandoli però su conti bancari nella propria disponibilità. Queste polizze prevedevano una rivalutazione annuale e Petroni prometteva interessi più alti rispetti alla media e così otteneva il consenso di tante persone. A fine anno pagava gli interessi mantenendo però il controllo sul capitale, mai davvero spostato sulle polizze.

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