La ceramica resta leader e sfata la crisi del mattone
Continua il positivo trend degli investimenti: 514,9 milioni di euro (+28,6%) Il comparto piastrelle (Reggio-Sassuolo) supera i 5,5 miliardi di euro (+2,4%)
REGGIO EMILIA . Le vendite di piastrelle in Italia - prodotte principalmente tra Reggio e Modena - si posizionano a 83,7 milioni di metri quadrati (+1,1%), volumi che però rappresentano meno della metà del mercato interno pre crisi.
Le nostre imprese, però, hanno puntato sempre più forte sui mercati esteri. Una scelta felice che continua ad offrire risultati positivi. L’ennesima conferma è venuta dalla recente assemblea di Confindustria Ceramica che ha analizzato il bilancio del 2017 e rinnovato gli incarichi di vertice.
L’industria di settore – piastrelle di ceramica, ceramica sanitaria, stoviglie e materiali refrattari – conta nel nostro Paese 222 industrie attive capaci di assicurare lavoro a 25.146 addetti (381 in più rispetto al 2016) ed il loro fatturato ha superato, l’anno scorso, i 6,3 miliardi di euro. In massima parte derivano proprio dalle esportazioni. Quelle specializzate in piastrelle – concentrate soprattutto fra le province di Modena e Reggio Emilia – sono 145. Contano 19.515 addetti e nel 2017 hanno prodotto 422 milioni di metri quadrati di ceramica di cui solo 83,7 milioni ceduti sul mercato interno e 338, 2 milioni venduti all’estero. In entrambi i capitoli ci sono stati incrementi fra l’1 e il 2 per cento. Il fatturato complessivo delle aziende ceramiche che producono piastrelle ed operano in Italia ha raggiunto i 5,5 miliardi (+2,4%) con 4,7 miliardi frutto di esportazioni (+2,5%) e 842 milioni da cessioni in ambito nazionale. Simili risultati sono il frutto di un programma continuo di innovazioni e investimenti per adottare le nuove tecnologie (diverse le industrie 4.0), ammodernare gli stabilimenti e le linee produttive. Consuntivi complessivi dunque confortanti, ma le preoccupazioni non mancano e il presidente uscente, Vittorio Borelli, se n’è fatto portavoce.
Ha ricordato che il mercato delle costruzioni in Italia in pochi anni si è dimezzato e solo ora rivede timidi segnali positivi. Problemi non mancano per le esportazioni in alcuni Stati che adottano freni con dazi alle importazioni e barriere tariffarie.
I mercati stranieri più favorevoli appaiono quelli dell’area del Golfo seguiti dall’Europa Orientale. Per non parlare delle complicazioni burocratiche che allungano i tempi e contrastano con le facilitazioni concesse alla maggior parte della concorrenza internazionale. Borelli ha riservato un capitolo a parte al peso fiscale («L’Italia è uno dei pochi Paesi che continua a tassare i fattori di produzione»), ai costi dell’energia ed alle infrastrutture. A quest’ultimo proposito ha richiamato l’importanza e l’urgenza di realizzare celermente i collegamenti della bretella Campogalliano-Sassuolo e con lo scalo di Marzaglia, il rifacimento dei caselli autostradali, (specie Modena Nord) ,il raddoppio della Pedemontana e della circonvallazione di Rubiera.
Luigi Vinceti
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