Presidio per il sindacalista ucciso a fucilate
Città Migrante formerà un presidio oggi alle 17 in piazza Prampolini per ricordare Soumayla Sacko
REGGIO EMILIA. «Basta razzismo, basta sfruttamento, siamo tutti Soumayla Sacko». Il maliano di 29 anni Soumayla Sacko, sindacalista dell’Usb e padre di una bimba di 5 anni, bracciante agricolo nella piana di Gioia Tauro (Calabria) è stato ucciso a fucilate. «La vita di quest’uomo si è interrotta sabato notte, quando quattro colpi di fucile vengono sparati da 60 metri contro tre persone inermi: due rimarranno feriti ma per Soumayla colpito alla testa niente da fare» è la ricostruzione di Città Migrante, che oggi alle 17 formerà un presidio in piazza Prampolini per chiedere giustizia per Soumayla. «Da pochi giorni si è insediato un governo che vede alla testa del ministero degli Interni Matteo Salvini, uno dei politici che più di altri ha esasperato e prodotto un clima di odio razziale, scatenando nel Paese una scia di violenza contro persone colpevoli di aver la pelle nera ed essere poveri» scrive Città Migrante. «L’esecuzione di Soumayla rappresenta un passo ulteriore verso l’abisso. Soumayla Sacko oltre a essere africano e avere la pelle nera lavorava nella filiera agricola calabrese, dove lottava per migliorare la sua condizione di vita e quella dei suoi compagni». «Vogliamo esprimere condanna per questa brutale esecuzione e nel contempo dare la massima solidarietà alla famiglia di Soumayla, ai suoi compagni di lavoro e di sindacato. Come va il nostro augurio ai due ragazzi feriti di rimettersi al più presto e non perdere la forza di vivere e lottare».
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