Preso a schiaffi e pugni per un sorpasso
San Polo: 50enne di Canossa finisce all’ospedale. Padre e figlio di Sant’Ilario denunciati dai carabinieri per l’aggressione
SAN POLO. Un sorpasso a un camion eseguito in contemporanea con l'auto che lo seguiva è stata la ragione che ha scatenato l'ira di padre e figlio, di origini napoletane, che hanno pestato a sangue un 50enne di Canossa (senza risparmiare la sua auto, presa calci). Uscito dell'ospedale – dove è stato medicato per ferite e contusioni con prognosi 8 giorni – l’uomo si è presentato alla caserma dei carabinieri di San Polo con un referto medico e la foto di uno degli aggressori per fare querela. Al termine delle indagini, i militari hanno denunciato per lesioni personali, violenza privata e danneggiamento un 45enne napoletano e il padre 75enne, entrambi abitanti a Sant’Ilario.
Tutto è accaduto la tarda mattinata di giovedì scorso. Il 50enne, alla guida della sua Mazda, stava percorrendo via strada per San Polo con l’intento di rincasare quando ha iniziato il sorpasso di un camion. In quel momento ha notato che l'auto che si trovava dietro, con due persone a bordo, aveva cominciato la stessa manovra e che cercava di superare sia la Mazda che il camion. Il conducente della Mazda, dopo aver terminato la manovra, ha notato, guardando lo specchietto retrovisore, che l’autovettura che lo seguiva lampeggiava insistentemente e che i due occupanti facevano gesti minacciosi al suo indirizzo, in particolare il segno di tagliargli la gola.
Il 50enne, sempre a gesti, ha fatto segno di stare calmi e per tutta risposta è stato sorpassato e obbligato a fermarsi. Dall’auto è sceso un uomo che ha spalancato lo sportello di guida del 50enne, lo ha preso per la maglietta per farlo scendere e ha iniziato a schiaffeggiarlo fino a rompergli gli occhiali da sole. Mentre si allontanava, si è accorto che il 50enne, con il cellulare, cercava di fotografarlo: è tornato indietro per prenderglielo. Non c'è riuscito, e così ha minacciato di ammazzarlo se solo avesse scattato.
Il primo round è terminato in questo modo. Il secondo è iniziato poco dopo, quando il 50enne, vista l'auto degli aggressori ancora parcheggiata, ha di nuovo estratto il cellulare. Questa volta è stato picchiato dall'uomo che già gliele aveva date di santa ragione e anche da quello più anziano (il padre), sceso per sferragli tre pugni in faccia. A questo punto la vittima è salita in auto, ha ingranato la retromarcia ed è riuscita a dileguarsi. Al pronto soccorso si è presentato con un labbro sanguinante poi, col viso tumefatto, ha bussato alla porta dei carabinieri.
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