Proteste per un nuovo impianto Wind
Il traliccio in via Gran Sasso d’Italia è vicino a un centro diurno e poco distante da una scuola e un asilo
REGGIO EMILIA. Cresce la preoccupazione per l'installazione di un impianto Wind in via Gran Sasso d'Italia a fianco del centro diurno Melograno e a poca distanza da un asilo e da una scuola elementare. I tecnici stanno montando un traliccio alto 33 metri destinato a diffondere i segnali di tre antenne di telefonia mobile in tre direzioni diverse. I residenti temono che i campi elettromagnetici così generati possano provocare tumori. Qualcuno sta già raccogliendo le firme tra i cittadini per chiedere un incontro con l'amministrazione comunale. Tra le forze politiche d'opposizione c'è chi se ne fa portavoce.
«Non sarebbe stato doveroso – obietta Alessandra Guatteri, capogruppo dei Cinque Stelle – parlarne preventivamente con gli abitanti della zona? E' chiaro che Wind starà facendo tutto secondo le regole, ma le valutazioni sulle emissioni elettromagnetiche non dovrebbero essere condivise con coloro che si troveranno ad esserne colpiti 24 ore su 24?» «Wind – incalza Francesco Fantuzzi della lista Reggio Città Aperta – ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, ma sulla base di limiti di emissione fissati da normative non più recenti del 2003». Entrambi riconoscono che anche chi protesta si espone continuamente alle onde dei telefoni cellulari applicati all'orecchio. A loro parere, però, non è un buon motivo per aggiungere altro danno.
Alessandra Guatteri cita il parere di Fiorella Belpoggi, direttrice dell'istituto Ramazzini: «Anche l'esposizione ambientale, come la vicinanza a un'antenna, può produrre gli stessi effetti». I bambini, poi, sarebbero più a rischio in un paese, l'Italia, che ha già il primato europeo dei tumori pediatrici. Fantuzzi denuncia la mancanza di una discussione preventiva con i cittadini, ma rifiuta ogni soluzione che sposti il problema, cioè l'antenna, in un altro quartiere. Paolo Zanichelli, il tecnico dell'Arpa incaricato del monitoraggio dei campi elettromagnetici, nega che non vi sia stata consultazione. «Il primo settembre 2015 – riferisce – fu fatto un incontro al Buco Magico, ma pochi cittadini vi parteciparono. L'Arpa emise il suo parere favorevole nel febbraio 2016. Il Comune ha dato l'autorizzazione a Wind il 18 dicembre dell'anno scorso. La nostra valutazione s'è basata sulla normativa italiana, che è ancora più rigida e cautelativa di quella europea. Un telefonino può emettere fino a 7 o 8 volt al metro. A Reggio nelle zone esterne più vicine a un'antenna fissa, come il balcone di un piano elevato, misuriamo al massimo 3 volt, che si riducono a meno di 0,5 all'interno dell'alloggio. Su richiesta dei cittadini potremo fare i controlli anche in via Gran Sasso».
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