Smottamenti a Viano e borgate isolate nel territorio di Baiso
Fondovalle rimasta chiusa a lungo per la presenza di detriti Utenze telefoniche fisse e mobili anche ieri fuori servizio
VIANO. Un giovedì sera di problemi, di fango, di pioggia e di mobilitazioni. Dalle 19.30 la fondovalle Tresinaro è rimasta chiusa all’altezza della Minghetta, fra Viano e Rondinara: la carreggiata è stata invasa dall’acqua e da un pericoloso strato di fango, provocato dall’intasamento dei canali ai lati della strada provinciale. In poco tempo, a causa della forza delle acque, tutte le vie di fuga si sono riempite, incapaci di gestire altro liquido, e una miscela terrosa molto pericolosa per le auto ha riempito l’asfalto.
Alcuni abitanti hanno subito dato l’allarme e si sono mossi in prima persona, scendendo sotto la pioggia coi giubbotti catarifrangenti per far rallentare gli automobilisti in transito e deviare il loro percorso. Dei contadini con allevamenti in zona hanno messo a disposizione i loro trattori per spalare il fango.
Progressivamente sono arrivati carabinieri, agenti della polizia municipale dell’Unione Tresinaro Secchia, vigili del fuoco e addetti della Provincia, tutti già impegnati in altri interventi. Presenti anche l’esponente leghista vianese Luigi Angelicola e il sindaco Giorgio Bedeschi, che si sono uniti ai residenti per spalare fango.
«La situazione attualmente è tornata alla normalità dopo il duro lavoro della notte. Non è stato facile gestire le automobili, ma con buona volontà in attesa degli organi competenti abbiamo cercato di gestire tutto per il meglio», raccontava ieri Angelicola. Non sono mancati malumori fra i residenti non tanto per l’emergenza, non prevedibile, quanto per la poca manutenzione lungo le vie. «Cunette e canali sono spesso sporchi, lo abbiamo fatto presente tante volte. Noi abbiamo dovuto realizzare dei canaletti nostri per evitare di trovarci sempre l’acqua nei cortili, a pochissima distanza da casa», spiegavano.
BAISO. Linee telefoniche bloccate nella vallata di San Cassiano di Baiso. La zona era stata una delle più colpite dalla prima ondata di maltempo, nel pomeriggio di giovedì, e col passare delle ore la situazione è peggiorata. Quasi inevitabile, in un’area piuttosto fragile dal punto di vista idrogeologico, segnata spesso da cedimenti nelle vaste distese boschive e di campi.
Fra la borgata di Granata e la strada che discende a Ponte Secchia e all’incrocio con Cerredolo si sono verificati nuovi smottamenti, che hanno smosso quantità imponenti di fango bloccando temporaneamente delle strade. E, soprattutto, hanno intaccato alcuni dei collegamenti della linea telefonica installati fra i prati e le piante. Per tutta la giornata di ieri le utenze fisse e anche parti di quelle mobili non hanno funzionato, con tutti i disagi del caso in una zona caratterizzata da tanti piccoli paesini con pochi abitanti, spesso anziani, per cui il telefono è uno strumento fondamentale.
Nel pomeriggio di giovedì invece una frana aveva invaso la provinciale 486 R poche centinaia di metri sopra a Ponte Secchia, interrompendo il transito in direzione Castelnovo Monti. A seguire, altri movimenti fangosi avevano riempito di terra le strade verso le borgate di Cà del Fabbro e Costa Bassa, fra San Cassiano e Bebbio. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
