I comitati: «Se siete d’accordo, firmate il nostro appello»
CASTELNOVO MONTI. Sono stati numerosi e spesso hanno portato a momenti alquanto animati, gli interventi nel dibattito durante la serata sui servizi sanitari in montagna.In più occasioni è stata...
CASTELNOVO MONTI. Sono stati numerosi e spesso hanno portato a momenti alquanto animati, gli interventi nel dibattito durante la serata sui servizi sanitari in montagna.
In più occasioni è stata criticata l’assenza degli altri sindaci della montagna
Mattia Rontevroli, del Comitato Di.Na.Mo, ha affermato: «Questa assenza è grave, non sono mai venuti a confrontarci, non ci hanno mai chiamati per incontrarci. Confrontarsi anche con chi la pensa diversamente sta nel loro ruolo. Se non lo fanno, la gente perde fiducia nelle istituzioni». Il coordinatore del Pd della montagna, Guido Tirelli, ha parlato di «una platea chiaramente schierata», suscitando ovviamente disapprovazione, per poi aggiungere: «Il numero minimo delle prestazioni ospedaliere era inserito nel decreto 2015, che confermava l’accordo Stato-Regioni nel 2010. Dal 2010 al 2015 era stata attuata la rotazione delle équipe con il Santa Maria, ma dal 2015 questo cambiamento ha generato ostacoli. Adesso cerchiamo di lavorare a tutti i livelli, ognuno per le proprie responsabilità».
Mario Attolini ha posto l’attenzione sul servizio di ginecologia H24, sul quale il sindaco Bini aveva spiegato di aver scritto mesi fa alla Regione e all’Ausl chiedendo un ripristino del servizio senza ricevere risposta.
«Questa risposta mancata è inquietate – ha detto Attolini –. Nessuno si è preso la briga di rispondere, né il Pd a Tirelli, né le istituzioni a Bini, a nessun livello. È una situazione poco rispettosa, anche e soprattutto nei confronti della popolazione».
Chiara Capanni, presidente del Comitato Di.Na.Mo., ha raccontato: «La mia bimba è nata in urgenza, di 32 settimane per un episodio di utero lacerato. Se non ci fosse stato il punto nascite di Castelnovo, a Reggio non saremmo arrivate: sarebbe morta e probabilmente sarei morta anch’io. Se siamo tutti d’accordo per riaprire il punto nascite, si firmi il nostro appello».
Gianni Marconi, anche lui esponente dei comitati, ha aggiunto: «Nessuno dice di no alle altre proposte avanzate da Bini, dai parlamentari e consiglieri regionali. Abbiamo detto chiaramente di essere disponibili a qualsiasi percorso. Ma una via molto rapida per la riapertura è arrivare a un’azione unilaterale della Regione che può riaprire il punto nascite domani. È nei suoi poteri. La deroga per Scandiano è stato un atto ingiusto, che mostra come se c’è una volontà politica si va anche al di là dei numeri».
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