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Nuova truffa online: si finge acquirente e clona l’annuncio

Indagini on line dei carabinieri
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Indagini on line dei carabinieri

I carabinieri di Bagnolo hanno denunciato per truffa e sostituzione di persona un 40enne rumeno, in Italia senza fissa dimora.

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BAGNOLO. È l’ultima frontiera della truffa online: il raggiro non consiste nel vendere una merce che non arriverà mai, bensì nel fingersi un acquirente con i dati e la fotografia del veicolo che sono forniti via web dall’ignaro proprietario che, in buonafede, sta cercando davvero di vendere il proprio mezzo usato. È quanto è successo a Bagnolo, dove un 50enne reggiano che aveva risposto ad un presunto acquirente interessato alla sua moto dopo qualche giorno ha visto il suo due ruote, con tanto di targa e immatricolazione identica, pubblicizzato su altri siti: un sistema, per il raggiratore che ovviamente non disponeva del veicolo, per intascarsi le caparre.

Grazie alla querela del reggiano, i carabinieri della locale stazione hanno denunciato a piede libero con l’accusa di truffa e sostituzione di persona un 40enne rumeno, in Italia senza fissa dimora.

Tempo fa la vittima, dovendo vendere la sua moto, ha pubblicato su un sito specialistico di settore l’annuncio con le caratteristiche e il prezzo della motocicletta. Gli ha risposto uno sconosciuto, che si è finto interessato; ma prima di procedere all’acquisto ha chiesto, per sicurezza, la fotografia della merce e la copia dei documenti di circolazione. L’ignoto acquirente è poi svanito nel nulla senza farsi più sentire. Il proprietario non ci ha dato peso, ipotizzando che l’altro ci avesse ripensato o non fosse convinto.

Senonché, in seguito, il titolare ha visto un annuncio tale e quale il suo su altri siti generici: e ha compreso così di essere stato raggirato da un truffatore che aveva clonato il suo annuncio con l’intento di frodare chiunque avesse abboccato all’amo.

Scoperto l’escamotage, il reggiano si è recato in caserma, spiegando ai carabinieri l’accaduto, con tanto di documentazione dell’annuncio vero e di quelli fotocopia fasulli. Dopo una serie di riscontri tra l’Ip del computer e l’utenza telefonica che il malvivente lasciava in bacheca per le trattative, i militari non ci hanno messo molto a risalire al responsabile.

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