Scuola nuova, nel progetto sei aule in più e 4 entrate
San Martino in Rio: il plesso di via Manicardi sarà ristrutturato e ampliato I genitori sottolineato i problemi di viabilità, traffico e capienza dei locali
SAN MARTINO IN RIO. Forse i relatori si aspettavano una partecipazione maggiore, ma non si può dire che l'iniziativa non sia stata ricca. L’altra sera la Sala d'Aragona della rocca estense di San Martino in Rio ha ospitato la presentazione e l'illustrazione del progetto, uscito vincitore dell'esame dalla commissione giudicatrice, per la ristrutturazione e l'ampliamento del plesso scolastico di via Manicardi che, a fine lavori, ospiterà entrambi gli indirizzi della scuola primaria, attualmente divisi in due edifici.
E' stato il sindaco Paolo Fuccio ad aprire i lavori. Ha esordito dicendo: «Non siamo di fronte solo a semplici lavori pubblici, ma allo sviluppo di una idea integrale di paese e comunità».
La parola è passata all'ingegner Fabio Testi, responsabile del procedimento, che, dopo aver ripercorso le tappe appena concluse della prima parte di questo articolato percorso giunto al secondo anno, ha sottolineato la modalità di affidamento del progetto: il concorso di idee: «Non siamo stati i primi ad adottare questa modalità, ma tra i primi sì. Una modalità nuova e funzionale alla circolazione di idee e alla contaminazione che ha permesso che una pluralità di competenze e professionalità da tutta Italia lavorasse al nostro progetto, ognuna a modo suo. Questo ha fatto bene al progetto. Una modalità così positiva che ora anche le norme invitano alla sua adozione».
L'intervento centrale è stato quello dei progettisti vincitori. Erano presenti gli architetti Matteo Battistini, Davide Agostini e Francesco Ceccarelli dello studio Battistini, che hanno illustrato il progetto nel suo pensiero di genesi, nella sua concretizzazione e nella sua sostenibilità di realizzazione: il pensiero che ha ispirato il progetto – hanno spiegato – persegue la qualità estetica, funzionale, economica e tecnologica, ottimizza il budget, ricerca atmosfere e sfrutta le tecnologie.
È un progetto che si misura con gli aspetti socio-economico-ecologici contemporanei e le incombenze della vita di tutti i giorni. I punti salienti del progetto sono lo sviluppo a Nord dell'edificio, che permette di sfruttare la luce naturale e che lascerà libera e più tranquilla la vita scolastica durante il cantiere; l'aumento di sei aule, tutte in grado di ospitare fino a 28 alunni; la riorganizzazione degli spazi di svago, che godranno di un maggiore respiro; le quattro entrate da cui si potrà accedere alla scuola per una migliore distribuzione della popolazione scolastica; la riqualificazione del cosiddetto Parco della Nave attorno all'edificio.
La seconda parte della serata è stata destinata agli interventi del pubblico per permettere un confronto diretto con la comunità scolastica.
Alcuni dei genitori presenti sono intervenuti portando la voce di chi la scuola la vive tutti i giorni. È stato sottolineato il problema della viabilità, del traffico e della capienza delle aule. Il confronto con i genitori continuerà. L'amministrazione comunale, in accordo con l'istituto comprensivo e il comitato genitori, ha aperto un periodo di dieci giorni per raccogliere sollecitazioni e suggerimenti da sottoporre ai progettisti per adattare maggiormente il progetto sul territorio. Molto frequente, negli interventi dei relatori, la parola «sogno».
«Tutt'altro che una parola astratta – ha ribadito Mauro Severi, presidente della commissione giudicatrice – perché solo i pensieri di lungo respiro, che non si fermano all'oggi, sostengono le nostre azioni e permettono di arrivare ad ottimi ed utili risultati come questo. Puntare in alto sempre».
I primi due stralci del progetto saranno finanziati attraverso mutui Bei, una nuova istituzione di finanziamento alla quale gli enti locali possono accedere. La fine della prima parte dei lavori – ampliamento e ristrutturazione – è prevista per l'inizio dell'anno scolastico 2020-21. (m.p.)
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