Gazzetta di Reggio

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«È un paese spaccato a metà»

Cristina Saccani, che ha perso per soli 63 voti, annuncia una opposizione dura

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BRESCELLO. E’ folto il gruppo degli sconfitti dalle urne, che comprende ben quattro liste. A tenere testa alla lista di Elena Benassi è stata “Brescello riparte”, sostenuta dal Pd, che ha perso per soli 63 voti. «Voglio ringraziare tutti gli elettori – spiega la candidata Maria Cristina Saccani - che ci hanno dato fiducia e tutta la squadra che si è spesa con impegno e coraggio in questa campagna elettorale. Il risultato raggiunto, pur in un contesto molto difficile, è a dir poco eccezionale». La Saccani si sofferma poi sull’analisi del voto: «Le urne ci consegnano un paese spaccato dove i due terzi degli elettori hanno votato contro la lista del sindaco. Ciò significa che chi si accinge ad amministrare dovrà riflettere parecchio senza lasciarsi andare a tentazioni di isolamento come già ampiamente manifestato in campagna elettorale. Io e i due consiglieri che saranno con me in consiglio svolgeremo un ruolo di opposizione netto e senza sconti ma anche aperto a proposte costruttive per il bene del paese».

Dietro alle due “corazzate”, “L’alternativa” di Michele Salomoni. «Ci impegniamo pubblicamente – afferma – a trasformare questo risultato in qualcosa di comunque positivo per il nostro paese e i nostri concittadini. Certamente ci preoccupa non poco che quasi la metà degli elettori non si sia recata al voto, tanto più che si esce da un commissariamento per mafia. Del 57% che si è recato al voto, 878 hanno scelto chi ora deciderà per tutti. A conti fatti la nuova sindaca e la sua giunta sono stati scelti da poco più del 19% degli elettori brescellesi. Sono 878 le persone che hanno deciso chi governerà i 5595 abitanti del nostro paese». Non manca una stoccata al Pd: «Una seconda riflessione riguarda l’incomprensibile strategia politica di quei dirigenti provinciali del Pd che hanno scelto di confezionare in pochi giorni una lista e un programma, probabilmente per una questione di orgoglio. Senza pensare al bene comune hanno voluto mettere la propria bandierina sulla competizione elettorale brescellese, quasi per riscattarsi dai danni fatti in passato dagli amministratori che il Pd aveva sostenuto. Ma hanno perso, anzi hanno scientemente avvantaggiato i vincitori. Sul territorio non hanno nemmeno avuto il coraggio di spendersi direttamente e metterci la faccia, mandando avanti il segretario provinciale del Pd di Parma».

Fuori dal consiglio comunale, le liste “Brescello onesta” e “Onestà civile”, che non hanno totalizzato abbastanza preferenze. «Ci abbiamo provato – afferma Carmela De Vito di “Brescello onesta” – ma non è andata bene. Credo che il dato più eclatante sia l’astensione: 2mila persone non hanno votato». Ultima in graduatoria, è “Onestà civile” di Luciano Conforti, che sperava in ben altro esito. «Il popolo è sovrano – commenta – rispetto la decisione dei cittadini. Faccio gli auguri ai brescellesi». (a.v.)

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