Iori: «Mosse politiche fuori dalla realtà»
«Si finge di non sapere che il mondo è sempre più globalizzato e squilibrato tra pochi ricchi e molti poveri. Se davvero il Governo dovesse chiudere i porti ad ogni nave che trasporta donne incinte e...
«Si finge di non sapere che il mondo è sempre più globalizzato e squilibrato tra pochi ricchi e molti poveri. Se davvero il Governo dovesse chiudere i porti ad ogni nave che trasporta donne incinte e bambini, non è che i flussi migratori si arresterebbero: semplicemente sarebbero ancor più in mano alle organizzazioni criminali».
Matteo Iori (nella foto) è presidente della Papa Giovanni XXIII, la Onlus reggiana in prima fila anche sul fronte migranti. L’aria che tira sull’immigrazione è cambiata: cosa ne pensa?
«Un pessimo segnale, che dimostra l’esigenza di dover far seguito alle promesse elettorali che fanno leva sulla paura e sulla chiusura. Una pura mossa politica, fuori dalla realtà».
Ma se la politica dell’accoglienza cambiasse in modo radicale, quali sarebbero le ripercussioni sulle coop e sul terzo settore, che a Reggio ha visto esplodere i fatturati?
«Posso parlare solo per la Papa Giovanni, che si occupa di migranti dall’emergenza Africa del 2011, ma esiste da 40 anni. Continueremmo a fare quello che abbiamo sempre fatto: aiutare chi è in difficoltà».
Ritiene che l’attuale legislazione in materia di immigrazione sia da cambiare?
«A mio avviso il reato di clandestinità non dovrebbe esistere. La Bossi-Fini andrebbe cancellata. Diverso invece è il discorso per chi delinque e commette davvero dei reati: in quel caso ci vorrebbe maggiore severità».
Cioè andrebbero espulsi subito? Ci si prova, per i recidivi, ma nella migliore delle ipotesi finiscono nei Cie.
«Sono per l’espulsione possibile, dubito che si possa espellerli perché avrebbe costi improponibili». (am.p.)
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