Tra restaurazione e discontinuità
La sindaca Benassi: «Ripartiamo da dove abbiamo lasciato, ma Brescello è molto diversa»
BRESCELLO. Era da più di settant’anni che a Brescello non veniva eletto un sindaco donna. È anche per questo motivo che il risultato di Elena Benassi costituisce una pagina importante per la storia di Brescello, oltre al fatto che rappresenta la “ripartenza” del Comune dopo la dolorosa parentesi dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. Non sarà facile scrollarsi di dosso l’etichetta che pone lei e la sua lista in continuità con l’ultima amministrazione Coffrini, ma il tempo che ha davanti è la migliore arma per smentire i suoi detrattori.
Benassi, quali sono state le sensazioni dopo l’elezione?
«Entusiasmo e gratitudine. Un’emozione indescrivibile anche perché si tratta di un risultato arrivato in un clima non semplice: abbiamo corso senza appoggi di nessun partito né di qualche sindaco, è stato fatto tutto con i nostri mezzi. E non era scontato che gli elettori scegliessero di affidarsi a una trentenne».
Una donna alla guida del Comune. Non accadeva da decenni.
«E’ un grande onore poter seguire le orme di Leda Bacchi Palazzi, in carica dal ‘47 al 51’. Fu anche una partigiana, una vera icona della Resistenza e del nostro paese»
Cosa vi ha permesso di vincere?
«L’essere conosciuti ed essere andati casa per casa, grazie all’immenso lavoro dei candidati consiglieri. Nessuno si è risparmiato. Vittoria prevista? Ci speravamo, inutile negarlo. Ma non abbiamo mai dato nulla per scontato. Infatti lo scarto con l’altra lista è stato minimo».
Oltre alla voglia di vincere, in voi c’era anche un senso di rivalsa dopo quanto successo in questi anni?
«Sicuramente in alcuni di noi, e parlo di me, oltre che dei futuri assessori Gemma e Carpi, c’è una forte spinta verso il voler riprendere il discorso da dove avevamo lasciato. Questa spinta ci ha dato lo slancio per impegnarci, avevamo così tante idee da mettere in campo che le vogliamo vedere realizzate».
E sull’aspetto della continuità, come la pensa?
«Ci sono all’interno del nostro gruppo diversi segni di discontinuità: mi riferisco ai tanti volti nuovi e ai tanti giovani che si sono uniti al nostro progetto. La Carpi, quando la maggioranza è caduta, era assessore da tre mesi. La Brescello di oggi è del tutto diversa da quella del pre-commissariamento: questi due anni e mezzo hanno contribuito a creare una netta discontinuità».
Siete consapevoli del fatto che avrete puntati addosso gli occhi di tutti?
«Sì, ci siamo preparati a questo. Ma sono certa che sotto pressione si possa dare il meglio. La prima cosa che faremo, come mi hanno anche consigliato i commissari, sarà avviare un dialogo con la prefettura. E cercare di creare una cittadinanza consapevole attraverso il coinvolgimento di personaggi di calibro nazionale che possano venire a parlare di criminalità».
Ci sarà dialogo con l’opposizione?
«I programmi elettorali avevano tratti simili. Se ci sarà disponibilità, credo non sarà difficile trovare una convergenza».
Da dove comincerete a lavorare?
«Sicurezza, anche dal punto di vista idraulico. E poi pulizia, decoro e controllo nell’abbandono dei rifiuti».
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