Assolti i quattro rapinatori per un kalashnikov sospetto
SANT’ILARIO. Si è ritornato a parlare – in tribunale a Reggio Emilia – della tentata rapina all’ufficio postale di Sant’Ilario che il primo dicembre 2009 portò all’arresto di quattro persone.La banda...
SANT’ILARIO. Si è ritornato a parlare – in tribunale a Reggio Emilia – della tentata rapina all’ufficio postale di Sant’Ilario che il primo dicembre 2009 portò all’arresto di quattro persone.
La banda ha già patteggiato la pena più di otto anni fa, ma i quattro sono finiti nuovamente alla sbarra per un kalashnikov che venne trovato in possesso dei rapinatori. La Procura aveva accertato – tramite i carabinieri del Ris di Parma – che quel kalashnikov era stato usato per un’altra rapina ad un ufficio postale nell’ottobre 2001. Da qui l’accusa per Luciano Crudo, Angelo Valsecchi, Giovanni Rinaldin e Giovanni Sormani di ricettazione.
Ma l’avvocato difensore Matteo Marchesini – a cui si è associato l’altro difensore Elena Ravelli – ha sostenuto, in punta di diritto, che il reato non fosse contestabile «in quanto non è stata accertata la provenienza illecita di quell’arma, non si sa di chi fosse e men che meno c’è la prova che fosse stata rubata a qualcuno».
Tesi difensiva che ha fatto breccia nel convincimento del giudice Simone Medioli Devoto, da qui l’assoluzione degli imputati che quasi nove anni fa vennero bloccati dai carabinieri prima che potessero entrare in azione.(t.s.)
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