Gazzetta di Reggio

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Droga e armi clandestine, due arrestati

di Miriam Figliuolo
Droga e armi clandestine, due arrestati

Sono un 70enne e un 36enne fermati dopo lo scambio di stupefacente. Nella casa del primo trovate due pistole e munizioni

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MONTECCHIO. Droga della migliore qualità, pagata a caro prezzo, e armi clandestine con centinaia di proiettili custoditi nel doppiofondo di una cassaforte a muro. Non sono gli elementi di un film poliziesco, ma le prove più che schiaccianti di un traffico di stupefacenti correlato alla detenzione di armi clandestine, che, nel pomeriggio di ieri, ha fatto finire due uomini in manette. Si tratta di Antonino D’Angelo, 70 anni, residente in paese e già noto alle forze dell’ordine, e di Hamid Ennichan, 36 anni, di origine magrebina, incensurato e regolare con il permesso di soggiorno.

D’Angelo ha diversi precedenti e il suo nome è risuonato un anno fa nell’aula del processo Aemilia contro la ’ndrangheta. Il pentito Antonio Valerio ha infatti raccontato il tentato omicidio del rivale “Nino” D’Angelo nel 1989 (che si salvò) davanti al Redas a Montecchio. Fatto per il quale venne coinvolta l’ex primula nera Paolo Bellini.

È stato Ennichan a cedere la droga, mentre nell’abitazione del 70enne sono state trovate le armi e le munizioni, motivo per il quale l’uomo deve rispondere ora, oltre che all’accusa di traffico di droga, anche di detenzione di armi clandestine. Due le pistole che D’Angelo custodiva nel doppiofondo di una cassaforte dentro il ripostiglio di casa.

A operare gli arresti sono stati gli uomini della Squadra mobile sezione antidroga di Reggio Emilia. A dare buoni frutti è l’attività di repressione e prevenzione dei reati su impulso del questore Antonio Sbordone, che ha voluto estendere i controlli, ordinari e straordinari, a tutto il territorio provinciale. Gli uomini della polizia sono entrati in azione ieri pomeriggio, per monitorare una vecchia conoscenza, D’Angelo appunto, indicato come attivo nello spaccio di stupefacenti.

Un’attività quantomai fruttuosa, dal momento che ha portato gli agenti ad assistere a uno scambio di droga tra D’Angelo e Ennichan. Subito dopo la cessione di droga da parte del magrebino al 70enne la polizia è intervenuta bloccando entrambi e recuperando 42 grammi, circa mezzo etto, di cocaina, in sasso, e 4.800 euro. I soldi erano il pagamento della droga. Un prezzo elevato che, con la composizione in sasso della cocaina, fanno pensare si tratti di sostanza stupefacente di qualità elevata che poteva ancora essere “tagliata”, prima di essere immessa sul mercato dove avrebbe fruttato molto di più. Altre sorprese sono emerse dalle perquisizioni degli appartamenti dei due arrestati. In particolare nella casa di D’Angelo sono saltate fuori armi e proiettili.

Nel vano ricavato all’interno della cassaforte erano infatti nascoste due pistole con matricola abrasa (una semi automatica Pietro Beretta calibro 22 e un revolver Arminus calibro 38 Special) nonché 50 cartucce calibro 38, 15 cartucce calibro 7,65, 5 cartucce calibro 38 special, una scatola con 47 cartucce Winchester Super Speed calibro 22, un sacchetto da frigo avvolto da nastro da pacchi marrone con 45 cartucce calibro 38 special, una scatola per pulizia pistola calibro 22 Kaliber e la ulteriore somma di 2.000 euro in contanti. (m.f./e.l.t.)

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