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Sicurezza stradale, «C’è chi lancia il cellulare dal finestrino quando viene fermato per un controllo»

Ambra Prati
Sicurezza stradale, «C’è chi lancia il cellulare dal finestrino quando viene fermato per un controllo»

I carabinieri descrivono le reazioni dei fermati e spiegano «C’è chi usa whatsapp anche in tangenziale» 

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REGGIO EMILIA. «Ho visto conducenti che, alla vista della pattuglia, gettano il telefonino nel sedile posteriore o lo buttano tra le gambe, per poi rischiare l’incidente nel recuperarlo. Anche le giustificazioni dei fermati, colti sul fatto cellulare in mano, sono folkloristiche: “Mi stavo grattando l’orecchio” oppure “ho avuto un momento di stanchezza, perciò appoggiavo il capo alla mano”». Il capitano Luigi Scalingi, della compagnia dei carabinieri di Reggio Emilia, conferma come la pericolosità dello smartphone al volante venga spesso sottovalutata dagli automobilisti, che «sono consapevoli di commettere un’infrazione, anche se non conoscono con esattezza il pesante ammontare della multa». Eppure, dai 18 ai 60 anni, sono tutti incollati al cellulare mentre guidano. 

Un fenomeno trasversale a classe sociale ed età anagrafica. «Ovviamente i giovani sono più avvezzi all’uso dei social network, mentre gli unici esenti sono gli anziani». 
 
Nonostante la tecnologia a disposizione, «la velocità e la praticità del gesto di rispondere ad una chiamata è dura a morire – prosegue Scalingi – Il maggior pericolo è rappresentato proprio dagli applicativi, perché se rispondo al cellulare quantomeno la vista rimane sulla strada, mentre guardare il display può provocare catastrofi. Abbiamo sorpreso conducenti incollati a Whatsapp perfino in tangenziale». 
Il comando provinciale dei carabinieri nel corso del 2017 ha comminato 156 multe per cellulare al volante, 31 nei primi cinque mesi del 2018.
 
«Da precisare che le contravvenzioni al Codice della Strada non sono prerogativa dell’Arma: ogni forza di polizia vi contribuisce, anche la guardia di finanza. I carabinieri effettuano controlli straordinari o “volanti” (chi viene sorpreso in marcia, viene fatto accostare e multato), ma il controllo del territorio, che per noi è la priorità assoluta, comporta un dispendio di energie e una quantità di problematiche cui far fronte davvero oneroso, rispetto all’attività di prevenzione. Vorremmo essere onnipresenti – conclude Scalingi – ma non sempre è possibile». 

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